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25.3.12

A riveder le stelle

Ho 35 anni.
Come Dante diceva sono
nel mezzo del cammin di nostra vita ... e ...  la diritta via era smarrita.
Se per diritta via si intende lavorare, lavorare, lavorare, si, l'ho proprio smarrita.

Io da un po' ho davvero la sensazione di essere in vacanza perenne.
Lavoro sì, ma dato che non sono più stressata, né preoccupata, né arrabbiata, alla fine da brava (quasi) slovena, ogni fine settimana mi viene una irrefrenabile voglia di uscire, vedere, girare, fotografare, mangiare, ridere, scherzare, conoscere, scoprire.

Sarà lo stress che tiene tante persone a casa, a letto con mal di testa, con l'ulcera, e compagnia bella?

Ci rifletto sempre di più da quando sono qui, mi ci verrebbe da scrivere una guida di self-help,
su come uscire da un circolo vizioso, che è come un buco nero, un tunnel infinito.

Si può tornare a riveder le stelle, come diceva sempre Dante?

Tutta questo ieri l'ho fotografato.

Siamo stati alle grotte di Skocjan, che si trovano nella zona sud occidentale della Slovenia, vicine vicine all'Italia e non lontane dalla costa slovena.  http://www.park-skocjanske-jame.si/ita/

Nelle grotte non si possono fare foto con il flash (in realtà non si dovrebbero proprio fare foto in generale), quindi il risultato dei miei tentativi di catturare le stalattiti e stalagmiti, i Romeo e Giulietta (quando stalattite e stalagmite si baciano e diventano tuttuno), gli spaghetti appesi al tetto, le varie formazioni calcaree che ricordavano orsi, squali, Popeye, è stato un disastro.

Però al riguardarle oggi queste foto e nonostante i miei tentativi di miglioramento con Microsoft Office Picture Manager, mi sono resa conto che sono proprio adatte a rappresentare il tunnel dello stress (e per alcuni di depressione) di cui parlavo prima e da cui io sono fortunatamente uscita.


Si inizia felici e contenti.


Poi però a un certo punto zac, ecco davanti all'entrata del tunnel.
Potremmo non entrare, potremmo combatterlo, potremmo tentare di evitarlo.

Ma ci lasciamo fregare.



 E una volta dentro c'è solo questo. Sprazzi di luce nel buio più nero.


Claustrofobia, ansia, confusione, insonnia.
Emicranie, irritabilità, mancanza di concentrazione.


Paura.

Può durare per sempre.
Può rovinare la vita.
Può toglierci la voglia di fare qualsiasi cosa.

Lo so perché per due anni le mie settimane
e soprattutto i miei fine settimana sono stati così.
Con corse all'ospedale incluse.

E chi ci avrebbe mai creduto che alla fine, quando meno me lo aspettavo,
sarebbe arrivata questa opportunità a salvarmi la vita?

 


A farmi rivedere la luce, a farmi tornare la voglia di ridere e di fare?
Forse chi mi conosce da prima non lo direbbe, perché in fondo io ridevo sempre anche prima, e mi piaceva il mio lavoro anche prima e tutto sommato non sembrava così male la mia vita.
Però non ero tranquilla, avevo il cervello a timer, sempre pronto ad esplodere.


E invece eccomi fuori. In 7 mesi ho conosciuto tantissima gente nuova, sono diventata molto più flessibile e capace di non entrare nel panico quando i miei piani venivano cambiati e ricambiati, ho organizzato la mia vita con pochi soldi e con poche pretese, eccetto quella fondamentale di usare il mio tempo libero nel modo più rilassante possibile per il mio cervello - anche se le scalate e le gite a ritmo settimanale possono affaticarmi fisicamente, è una fatica positiva, di quelle che ti fanno andare a letto e crollare come un sasso.

Ed eccomi ancora in salita, perché non finisce qui.




Quando guardo le statistiche del mio blog, trovo che giornalmente due, tre, quattro, persone ci arrivano leggendo il post che ho dedicato ai rimedi contro la tristezza.
Questo post lo dedico a loro, a quelli che si vedono nel buco nero, a quelli che non ce la fanno proprio più, a quelli che sono stanchi, arrabbiati, nervosi, a quelli che hanno quasi perso le speranze.


Ho smesso di covare rancore,
ho smesso di farmi salire la rabbia alla stomaco fino a farmi venire i crampi,
 ho cacciato le emicranie dalla mia vita.
Si può.

PS: una precisazione! Le grotte a me sono piaciute molto.
 Vale la pena di visitarle. Scoprire un mondo sotterraneo dove l'acqua contro la roccia la fa da padrona, e scolpisce, disegna, di sbizzarisce, crea e disfa. Piano piano, ma senza sosta.
Flessibile contro la rigidità.
Mi è piaciuto scendere nel (quasi) buio e risalire in superficie.
Il tour che ho fatto dura un'oretta e mezza e si percorre tutto a piedi.

Se date un'occhiata alla pagina ufficiale delle grotte potrete
anche trovare delle foto meno lugubri delle mie!


7 commenti:

  1. Molto bello il paragone fotografico con la depressione. Ti capisco quando parli del buco nero. Lo stress f davvero danni irreparabili, anche fisici. (di ulcere ne so qualcosa). E' davvero meraviglioso poi quando passa. Spero davvero che più persone arrivino al tuo blog con quelle chiavi di ricerca e riescano a trovare lo spunto per uscire dalla grotta. Un abbraccio

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    Risposte
    1. Ne ho viste talmente tante di persone stressate in giro, e poi depresse e poi anche malate fisicamente che mi sembrava mio dovere dare un po' di sollievo, se ne esce e non è neppure difficile, basta semplificare e non lasciarsi tangere dalla negatività ... Però cavoli, ce ne ho messo di tempo per capirlo!

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  2. Post stupendo. Condivido dall'A alla Z!
    niki

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    Risposte
    1. Grazie! :-) In Dlovenia succede anche questo!

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  3. Si potrebbe aprire un blog di pronto intervento per prof. e dintorni...stressati ma non solo.
    No, non mi considero depressa,forse lo sono stata quando la mia tiroide si è ammalata, oppure dopo l'incidente in cui stavo per perdere la vita due anni fa, ma ora mi cosidero semplicemente reattiva a situazioni che trovo ingiuste.
    Però sì, prima ero rigida, da qualche anno molto meno, cioè da quando pratico il buddismo...da allora tanto è cambiato nella mia vita: le energie che erano bloccate hanno ripreso a scorrermi nelle vene, ho iniziato a guardarmi allo specchio e a vedermi ringiovanita...ho 38 anni, cioè li compirò a novembre.
    Eppure mi sento così giovane, sì, me la prendo per le cose, del resto sono sarda...un pò pure permalosa, ma il cambiamento lo adoro.
    Mi è piaciuto il paragone con l'acqua, flessibile ma così forte!
    L'importante è avere il coraggio di cambiare e io per questo ho tentato il concorso all'estero, chissà cosa mi riserverà il futuro, ma non ho più paura!
    Tina

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    1. Secondo me ognuno deve trovare la sua strada, il suo modo di eliminare lo stress e sbloccare le energie come dici tu! Non c'è un trucco che vale per tutti, ma spesso basta chiedersi: cos'è che mi fa stare DAVVERO bene?

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    2. Fino a che non ho frequentato l'accademia di belle arti di roma la pittura era la cosa che mi faceva stare davvero bene, poi qualcosa nel mio ingranaggio si è bloccato e ho cercato dei surrogati.
      Cò che amo è...la vita in tutte le sue sfaccetature:gli animali, la natura, le persone, lo studio.
      Lo star bene, la pace e l'armonia non possono venire però dall'esterno, sono già dentro di noi, basta ritrovare il proprio
      ritmo in accordo con quello di tutto l'universo.
      In fondo le malattie altro non sono che alterazioni di un equilibrio.
      Qualsiasi sia il vostro credo, l'importante è coltivare lo spirito!
      E il tuo modo di vivere è sicuramente quello vincente: ecosostenibile, pacifico, allegro...e se fosse universale ci sarebbe molta più gente felice in giro.
      Io intanto prendo spunto, sopratutto sul limitare gli acquisti (non che abbia mai ecceduto, ma qualcosa di inutile la compro comunque)!
      Tina

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