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30.10.11

VACANZE IN BELGIO (prima parte): il viaggio

Come sapete ho approfittato delle vacanze per fare un salto in Belgio. Diciamo che i collegamenti Slovenia-Spagna non sono proprio direttissimi!

L'itinerario per me è stato:

- a piedi da casa alla stazione dei treni di Lubiana sotto la pioggia : ricordarsi di coprire il trolley di tela con una bustona di plastica, o si rischia di ritrovarsi con tutti i vestiti bagnati  ---- 20 minuti a piedi

- pullmino DRD da Lubiana al miniaeroporto di Trieste - Ronchi dei legionari : questa volta il pullmino ( a differenza di agosto) era quasi pieno, due americani ciascuno con il suo e-book, due australiani con gli zainoni che stanno facendo il giro del mondo in 8 mesi, una slovena che l'autista ha cercato invano di rimorchiare ed io; nessuno però aveva voglia di fare conversazione, così ho guardato il panorama, temendo a tratti che l'autista si fosse dimenticato di me (perché tutti gli altri erano diretti a Venezia) ---- 2 ore


- attesa in aeroporto: 4 orette, in cui ho dormicchiato, ho parlato con mamma, ho letto un po' e ho mangiato panini. L'aeroporto è davvero mini mini mini ... della serie che le porte di imbarco sono tutte nello spazio di 50 metri.  E della serie che per far credere alla gente che è più grande, ogni porta di imbarco ha 4 numeri sopra! Così quando uno arriva pensa: ahhh, 16 porte di imbarco. E invece sono solo 4, due di qua e due di là ---- 4 ore

- volo Ryanair: tranquillo, a parte il solito caravan serraglio di trolley con cibo, duty-free, regali, gratta e vinci, panini, pizzette, bibite, bruscolini, cocco bellooooo, coccoooooo ....  ---- meno di due ore


- shuttle bus per Bruxelles: preso al volo volissimo, a 20 minuti dall'atterraggio, e nonostante il tentativo della tipa delle info turistiche di farmi perdere (mi ha mandato a sinistra invece che a destra) ; il vantaggio di avere solo il bagaglio a mano ed evitarsi le lunghe e stressantissime attese davanti ai rulli sputa valigie ---- 45 minuti


- metro per arrivare alla mia destinazione finale: 20 minuti.


Sono uscita di casa verso le 7.30 di mattina e sono arrivata a destinazione verso le 5.30 di pomeriggio. Giusto una decina d'ore!


Sono partita con la pioggia a catinelle e sono arrivata con il sole, una temperatura molto più calda e il tempo anche per farmi una bella passeggiatina serale!



E ora, dato che in questo computer non so mettere le foto al dritto e vorrei evitare torcicolli a tutti i lettori, vi lascio e vi racconterò qualche altro dettaglio di questa visita lampo nei prossimi giorni.

26.10.11

SI PARTE ...

Dopo una decina di giorni molto intensi, lezioni di ed. fisica, cucina, atronomia, italiano, inglese, spagnolo, neve, pioggia, e decisamente poca vita sociale ...
... sono infine arrivate le vacanze!
In realtà sarebbero da lunedì prossimo, ma proprio per questo ho lavorato un sacco di ore in più in anticipo e così posso approfittarne e fare un 'giro largo' per arrivare in Spagna, meta finale del mio viaggio.

Mi aspetta il trasloco della mia stanza, in cui ho trascorso gli ultimi 4 anni e mezzo e non voglio pensare ai quintali di roba che ho ammucchiati lì ... forse dovrei organizzare un mercatino dell'usato, un garage-sale senza garage, e liberarmi della zavorra che mi ancora.

Portare con me solo ciò che costituisce la mia casa e lasciare tutto il resto.

Sono due mesi che vivo solo con il contenuto delle mie due valigie, e mi sono resa conto che non ho usato neppure tutto ciò che mi sono portata! Insomma, possediamo tante cose solo per vanità, per variare, per le differenti occasioni che ci si presentano, perché abbiamo nel DNA un istinto di accumulare roba ...

Vedo la mia coinquilina, che a quasi due mesi dal trasloco in questa casa, ancora non riesce a barcamenarsi fra le sue decine di paia di scarpe (che si moltiplicano all'ingresso) e scatole e scatoloni di vestiti e mi rendo conto che la mia vita è davvero più facile con un numero limitato di oggetti ... fateci un pensierino!




2 mesi a Lubiana sono già passati.

Credevo che in due mesi avrei imparato a parlare sloveno, e invece no ... ieri ho imparato coltello, forchetta e cucchiaio per capirci.
E anche come si dice PUNTO (ma non virgola).
In questo caso questi 10 giorni saranno piuttosto un punto e virgola nella mia esperienza slovena.

Da una parte mi andrebbe di restare perché, ora che ho mille cose da fare, mi manca il vagabondare per la città per il semplice gusto di perdermi e di fare foto. A Lubiana non ho mai fretta di tornare a casa e mi incanto su i dettagli di un intonaco scrostato, due vasi pericolosamente in bilico su un davanzale, finestre finestre finestre, il telaio arruginito di una bici abbandonata - immagini di ieri, che ho scorsato di portare la macchina fotografica quando sono andata in biblioteca.

Per ora dunque una scappatina in Belgio e poi ritorno a Murcia, che mi sembra lontana secoli ...

A risentirci da Bruxelles.

Ciriciao gente!

25.10.11

CUCINIAMO ... e scrofiamo!

L'ho già detto credo ... la prima parola 'nuova' che ho imparato in sloveno quando sono arrivata è stata elefante (slon). Ed è ciò in cui mi trasformerò se continuo a trangugiare tutto ciò che mi piazzano davanti!

Ma come evitarlo? Vengo invitata alle lezioni di cucina a scuola (ebbene sì, qua esiste ancora l'economia domestica fra le materie) e come non provare i risultati di tante fatiche?
Così mangio fette di pane con formaggio fresco, noci e mele e la variante salata con formaggio fresco, uova, carote e prezzemolo, il tutto buttato giù con due belle tazze di latte, una alle banane e una al caramello. Tutto davvero buono e fresco fresco di preparazione! Complimenti ai ragazzini e alla prof. Tanja (che insegna chimica, ma che è un'altra donna multi-tasking).

Inoltre - incredibilmente - nessun ragazzino si è affettato un dito, nessuno ha cercato di pugnalare un compagno di classe, nessuno ha sputato nel latte mentre lo preparava pensando di fare qualcosa di divertente, nessuno ha fatto cadere piatti e tazze ... insomma, sembrava una scuola superiore di addestramento camerieri Grand-hotel ... 'sti ragazzini sloveni non finiscono mai di sorprendermi!



Non felice esco da lezione e me ne vado direttamente a mensa a pranzo e scopro che il gesto italiano per dire: basta, pietà, non mi riempire il piatto fino all'orlo --- viene interpretato dalla cuoca come:
per favore, dammi almeno 3kg di purè.
E io non me la sento di deluderla e procedo con il mio vassoio che pesa 2kg fino al tavolo dei professori, rincorsa da un'altra cuoca che mi dice: hai dimenticato la zuppa!!!

E mangio tutto! Con i jeans che mi fasciano il corpo come se fossero elasticizzati! 

Insomma, 'sta storia della parola elefante ha determinato il mio destino sloveno.

Comunque sono animali saggi. E longevi. Pelle un po' ruvida (sì, mi tocca ricordarmi di mettermi la crema idratante, ma alle 5 di mattina quando mi sveglio è l'ultimo dei miei pensieri). Grande memoria (mmm ... caliamo un velo pietoso). Grandi simpaticoni. Eccetto quando si incavolano.

Ah, a parte scofanare, a lezione di cucina ho anche imparato come si dice in sloveno forchetta, coltello e cucchiaio ... 

nož,  žlica, vilica --- ma non mi ricordo qual è quale ...

22.10.11

NEVE E BLU

Ero in classe.
E all'improvviso tutti i ragazzini a guardare fuori dalla finestra.
Perché nevicava.
17 ottobre!
Neve.
Mi pare che a Murcia la gente vada ancora al mare.
Qua nevica.

Poi ha cominciato a piovere.
E io ho avuto la geniale idea di farmi 6km a piedi per tornare a casa.



I prof. avevano riunione di pomeriggio e Marjetka mi ha offerto un passaggio fino a metà strada.
Da lì avrei potuto prendere l'autobus.
Ma ho deciso di passeggiare sotto la pioggia.
Perché Lubiana ha questo effetto su di me.
Potrei camminare all'infinito.
Anche sotto la pioggia.
Anche se porto delle scarpe non proprio comode.
Anche se ho lo zaino carico di libri.
Anche se mi si iberna la mano a reggere l'ombrello.

E perché ho deciso di fotografare le cose BLU di ogni città che visito.
Così vado a caccia di blu.


Quando sono infine arrivata a casa (1 oretta e mezza di passeggiata) mi sono rintanata sotto le coperte a leggere. Non c'è niente di meglio quando fuori piove.
Un libro scemo.
Una tazza di tè.
Dei calzini pelosi.
E il riscaldamento acceso.

Ero tutta presa dal mio libro scemo quando all'improvviso alzo lo sguardo e NEVICA.
Ma davvero.
Non due timidi fiocchi.
Viene giù cotone dal cielo!
Zucchero filato.
Piume.
Pelo di coniglietto.

Insomma, neve vera.
Mi sento come una bambina piccola.
Non riesco a staccarmi dalla finestra.
Addirittura mando un messaggio a mamma.
Per dirle di collegarsi a skype.
Per farle vedere la neve.

Ora, io ho vissuto vicino Buffalo, dove nevica 6 mesi all'anno.
Però la prima nevicata dell'anno ha qualcosa di speciale.
Come se il mondo all'improvviso si fermasse.
E tutti rimanessero a bocca aperta.
Si scordassero all'improvviso di essere adulti.
E guardassero il cielo col naso all'insù.

Poi la mia finestra è così grande e luminosa.
Cinema tridimensionale sulla prima nevicata.

Ero talmente emozionata che ho pure fatto un video.

video

E mi è venuto da pensare alle poesie della prima elementare sulla neve.
Di questa mi ricordavo solo la prima strofa, ora l'ho trovata per intero:

LA NEVE
Sui campi e nelle strade
silenziosa e lieve
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
ne l’ampio ciel scherzosa
poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme...

Poi ha ricominciato a piovere e la neve si è dissolta ... però la magia resta, almeno per un po' ... alla prossima nevicata allora!

(Ah, dimenticavo di dire che ovviamente qui la neve NON è una scusa per non andare a scuola! Mi ricordo quel 6 gennaio, di mille anni fa, quando aveva fatto la neve a Roma ... e niente scuola per un po' di giorni. Quella volta non l'avevo vista cadere però.)

19.10.11

SURVIVAL

Oggi con quelli di 8° parlavamo di sopravvivenza.
Di cosa farebbero se si trovassero in un bosco e comparisse all'improvviso un orso.
Di come accendere un fuoco senza accendino.
Di come costruire un rifugio.
Cose così.

Questi sono ragazzini sloveni, sopravviverebbero a tutto secondo me.

Io invece oggi potrei pure essere morta.

Se a un certo punto state tranquilli e beati ad usare il computer in sala professori ed entra un tipo con una valigetta piena di attrezzi e si avvicina alla macchinetta del caffè, voi che pensereste?
Che è il tecnico della macchinetta del caffè, no???

Se poi dopo 1 minuto cominciate a sentire un uccello che starnazza, e continua a starnazzare, sempre più forte, e non si vede più nessuno in giro, che pensereste allora?
Che i ragazzini del posto sono molto silenziosi, ma gli uccelli fanno un gran casino, no?

Se all'improvviso arrivasse la prof. di biologia, spegnesse la luce e vi dicesse:
FIRE, FIRE!
Cosa pensereste?
Che quella non si chiama FIRE, ma LIGHT.

E invece no, è proprio FIRE.



Fortunatamente non quello vero.

Solo una prova di evaquazione generale di tutta la scuola.
L'allarme è stato attivato dal tipo di prima, che non era il tecnico della macchinetta del caffè.
Era l'addetto alla sicurezza nelle scuole!
E l'uccello starnazzante altro non era che l'allarme.

Beh, sarei morta.
Nessuno mi aveva avvisata.
La settimana scorsa agli studenti sono state spiegate le regole.
Ma io ero assente.
No, in realtà c'ero.
Ma hanno dato per scontato che associassi starnazzamenti al fuooooocoooo!

Io che vi devo dire?
In Scozia ogni volta che vado all'ostello di Glasgow, nel bel mezzo della notte vengo buttata giù dalle sirene dell'antincendio, che pare che stanno per bombardare la città, quelle sì che sono convincenti, mi faccio i 9 piani a piedi in discesa in 1 minuto. (Poi tocca farseli pure in salita, perché gli ascensori restano bloccati per un po').
Però, in vita mia, a scuola in Italia e in Spagna non l'ho mai fatta questa simulazione di evacuazione.

A Murcia quando c'è stato il terremoto un po' di mesi fa ero in classe e lì sono rimasta.
Oggi come ieri non c'ho proprio pensato a scappare.

Non ce l'ho l'istinto di SURVIVAL.
E l'essermi svegliata alle 5.55 non aiuta.

LA MIA PERDIZIONE

Ora direte:

con tutte 'ste camminate che ti fai prima che sorga il sole, i giri in bici per andare di qua e di là, e ogni scusa è buona per andarsene a fare una bella passeggiata, e l'ascensore che a casa non c'è, e le gite in montagna con le varie classi,  perdersi e correre per i corridoi della scuola ...

con tutto questo, Cecilia bella, starai diventando ginnica, tonica e filiforme? Vero?

La risposta non ha bisogno di parole, solo di un'immagine.
La mia perdizione.

(talmente densa che il cucchiaino non affonda!)

E allora ben vengano le 7 ore di educazione fisica che devo fare venerdì (come prof., sia chiaro!)

Ma com'è tutti gli sloveni sono super in forma e io mi sto trasformando in un elefante?
(slon, in sloveno - altra parola super utile imparata da quelli di IV)

18.10.11

PROFESSORESSA WONDER WOMAN

Il titolo di questo post non si riferisce a me.

Mi sono resa conto che sto qua da due mesi quasi e non ho ancora parlato in particolare di nessuno dei miei colleghi.
Una premessa generale: gli sloveni sono tutti dotati di super poteri. Solo che loro non lo sanno.
Sennò diventerebbero i dominatori dell'universo.
Ma sono troppo occupati ad andareinbiciscalaremontagneleggerecucinareimparare3linguestraniereviaggiareeccecc per rendersene conto.

Qua il multi-tasking è pane quotidiano.

Vi dico solo che oggi sono sveglia dalle 5.45, a scuola dalle 7 e qualcosa, e la mia mattinata è trascorsa fra lezioni di italiano (1 ora), di inglese (4 ore) e di spagnolo (1 ora) ... e per finire di astronomia in sloveno (1 ora).

Ma ripeto, la superwoman non sono io.

Ci ho pensato ieri, durante la lezione di taglio-ricamo-cucito e creatività varia.







Perché a impartirla è proprio lei, Marjetka.
L'avete già sentita nominare qua e là nel blog: è l'anima pia che mi porta a scuola e mi riporta a casa quasi tutti i giorni; è la prima persona che vedo di mattina quando ancora non è neppure sorto il sole.

Quando la mia tutor mi ha detto che mi aveva rimediato un passaggio per andare a scuola, me l'ha 'presentata' come prof. di biologia.
Per poi scoprire che lei oltre a quello insegna anche cucina - economia domestica.
E taglio e cucito.
Ed educazione sessuale.
E si incarica del club delle marionette.
Questo per quanto riguarda la scuola.

Fuori dalla scuola cucina di tutto di più.
Fa i biscotti, la pizza, i cioccolatini. I CIOCCOLATINI!
Fa il succo di mele, fatto in casa!
Compra il grano e fa la farina integrale.
(Mi posso immaginare che delusione per lei sapere che la fantomatica italiana approdata a scuola, cioè io, ha ben poco di italiana per quanto concerne la cucina. Insomma,da me potrà imparare ben poco, per non dire niente!)
Ah, poi ovviamente parla italiano. E inglese.
E si dipinge le pareti di casa da sola.
E se ci scappa se ne va pure in bici a scuola (una quindicina-ventina di km .... il venerdì).

E la cosa più importante per me: sorride sempre.
Una di quelle persone che ti mettono di buonumore.

E allora ho pensato che si meritava proprio di avere un post dedicato solo a lei su questo blog.

Grazie Marjetka!

16.10.11

VITA QUOTIDIANA

Di solito scrivo sempre quando:
- ho qualcosa di mirabolante da raccontare: balli scozzesi, scalate, viaggi improvvisi ...
-  ho qualcosa di filosofico da raccontare: l'esperimento 100 cose, la globalizzazione dei gusti, il significato di insegnare ...
- ho qualcosa di scemo da raccontare: l'acqua al gusto mora e le crocchette ripiene di marmellata, i cani-gremilins, lo yogurt che esplode nello zaino...

Oggi invece è un giorno qualunque, una domenica qualunque.

In cui devo preparare una lezione sui pronomi relativi, in cui mi sono svegliata alla buon'ora per fare la lavatrice, in cui fa la bellezza di 3°, in cui ho già acceso il riscaldamento, in cui me ne starò a casa a godermi un po' di solitudine e la mia bella stanzetta ordinata ...

Questa è stata una settimana in cui sono successe tante piccole cose, così piccole da diventare normalità.

Ieri in tutto il mondo si manifestava (contro le banche, contro il capitalismo, contro il sistema, contro ...).
Io però non l'ho fatto. E non per scelta, non per ribellione, ... semplicemente non ci ho pensato ...


In compenso in questi ultimi giorni ho fatto tante altre cose ...

Ho organizzato all'ultimo minuto una mini-riunione internazionale a casa.

Le nazionalità rappresentate: italiana, slovena, francese, tedesca, austriaca, belga, polacca, turca.
Però non tutti ubriachi come alle feste erasmus (massimo una o due birre per uno).
A casa mia è addirittura vietato fumare!
E niente musica o intenzioni di rimorchiaggio.
Solo una bella chiacchierata interculturale su un sacco di argomenti: l'educazione, la scuola, i gesti, le formalità, le lingue, le parolacce.
A spiegarci perché ognuno di noi è finito a Ljubljana: lavoro, tirocinio, borse di studio, amore, fuga, casi della vita.



 (Germania - Italia/Spagna/Scozia - Slovenia)

(Germania - Francia - Turchia)

Ho anche - in ordine sparso:

- Pranzato in pizzeria alle 4 di pomeriggio
- Cenato al ristorante messicano alle 5 di pomeriggio
(non nella stessa giornata!)
- Condiviso un divanetto in un bar con un cane gigante
(che vive in quel bar, ed entra ed esce a suo piacimento e sceglie i clienti con cui sedersi)
- Scoperto che in Turchia la gente non tiene i cani come animali domestici
- Scoperto che in vari Paesi si mette il ketchup sulla pizza!
- Scoperto che se si mettono insieme un'austriaca (Marissa) e una tedesca (Melanie),
parleranno fra loro inglese perché l'austriaca pensa che con  il suo tedesco-austriaco
farà una figuraccia davanti alla tedesca doc
- Insegnato ai ragazzini di III media che,
 se devono inventare una scusa perché non hanno fatto i compiti,
che perlomeno sia qualcosa di creativo
- Imparato infine come si dice marrone in sloveno
(non che mi servisse, ma proprio non riuscivo a ricordare 'sto colore)
- Scoperto che, quanto più mi sforzo per imparare lo sloveno,
più capisco il tedesco
(il mio cervello deve avere un miniangolino dove per 10 anni è rimasto mascosto
 tutto questo tedesco che avevo studiato e ora è risaltato fuori)

Però non ho scoperto che tocca fare per diventare prof. qua in Slovenia ...
Questa Europa Unita a che cavoletto di Bruxelles serve?
Omologazione? Esame? Riconoscimento? Integrazione?
Speriamo di scoprirlo in breve!
Perché mi piacerebbe davvero rimanere qua un altro annetto!

....

Ahhhhhh ..... E anche ottenuto dalla scuola il permesso per andarmene in Turchia a novembre, per 10 giorni, con un programma Youth in Action: International Choir, in cui canterò, insieme al mio gruppo misto polacco-italiano, canzoni in sloveno sul tema della pace!

Dunque bando alle ciance, mi faccio un bel mezzo litro di té e mi metto all'opera!





13.10.11

Head, shoulders, knees and ... stop!

Avete presente la canzoncina:

Head, shoulders, knees and toes, knees and toes?

Beh, già è tanto se arrivo alle ginocchia!

Lunedì sono andata di nuovo in gita. In montagna. Non poteva essere altrimenti.
Quando ero in V con la scuola ci hanno portato alla fabbrica della Coca-Cola.
Qua si fanno le scalate.

Vabbè, lo so, una montagna per un italiano non è lo stesso che per uno sloveno.
Qui giusto l'Everest viene considerato montagna.
Insomma, siamo andati in collina per dircela alla slovena.
Alla collina della 'Cava del Sindaco'.
 In sloveno, Županova jama.

http://www.slovenia.info/?naravne_znamenitosti_jame=6359&lng=2

Perché qua uno se fa il sindaco, invece di stare a pensare a come rubacchiare di qua, dare una spintarella a qualcuno di là, comprarsi una macchina nuova di qua, e farsi una nuova amante di là, noooo, qua pure il sindaco se ne va in montagna, pardon, in collina, come tutti gli altri sloveni d.o.c.. E addirittura scopre delle grotte che ora sono dichiarate bene naturale nazionale.

E insomma, dato che lunedì avevo avuto un giorno libero, martedì ero tutta pimpante e attrezzata per la passeggiata. Non essendomi potuta portare i miei scarponcini da montagna dalla Spagna, me li sono fatti prestare da Eva (ve lo dico giusto perché, come vedrete dalle foto, sono marroni e non blu!)

Siamo partiti alle 8.30.
Io ero sveglia dalle 4.45.
Infatti avevo già avuto una lezione alle 7.40.
E per arrivare a scuola alle 7.40 quando nessuno mi da un passaggio, devo prendere il treno delle 6.30.
Ciò significa uscire di casa prima delle 6.
Ed implica svegliarsi prima delle 5. (quando addirittura le galline dormono ancora!)



Insomma, ero sveglia già da 4 ore e avevo fatto una lezione di italiano-matematica a una classe di V-VI di piccoli geni. Gli stessi geni che poi venivano con me in gita. (Dunque anche loro svegli presumibilmente da prima delle 7).

Eravamo io, Brigita (prof. di sloveno), Marko (prof. di educazione fisica) e Emil (prof. di musica).
Per pietà mi hanno relegata in fondo alla colonna di 60 ragazzini. Con le secchione. Menomale.

Il rosso di mattina la pioggia si avvicina non si è poi trasformato in vera pioggia.
Anzi ha fatto proprio bel tempo, non troppo freddo (dopo i fiocchi di neve della scorsa settimana, ora le temperature si sono assestate,  fa freschetto ma resisto con i pochi vestiti che ho).

All'inizio la strada era in piano ....


... poi abbiamo cominciato a salire ...


Giusto qualche minuto per riposarci qua e là, una pausa più lunga di una ventina di minuti per mangiarci un panino e riprendere fiato, però il tour de force di 5 orette è stato davvero interessante.

Siamo passati per vari villaggi e gruppi di case e così ho potuto notare vari dettagli peculiari.

1) Anche qui è arrivata la moda di Halloween. Se lo possono comunque permettere perché qua coltivano un sacco di zucche (con cui fanno il famoso olio di semi di zucca per le insalate, quello che sa un po' di noccioline bruciacchiete per capirci).


2) Gli Sloveni sono molto più religiosi - cattolici - degli spagnoli e degli italiani.
In tutti i paesi e paesini ci sono un'infinita di crocifissi, statue della Madonna e di vari altri santi, e bellissime e semplici chiesette che mi fanno pensare a ciò che dovevano essere davvero le prime chiese, senza sfarzo, lussi, oro e ninnoli vari. Poi, non so se l'ho già detto, ma qua vendono un'infinità di ceri e lumini da cimitero, di TUTTI i colori, non solo rossi o bianchi, ma anche viola, gialli, verdi ... e Brigita mi diceva che ogni cero ha il suo nome (di solito nomi di donna!).



3) Le campane in Slovenia sono associate al matrimonio!!!
Sull'isola al centro del lago di Bled c'è una chiesetta con una campana e i promessi sposi la suonano come buon augurio.
Beh, anche sulla montagna, ops, collina, c'era una cripta dedicata a Sant'Antonio da Padova (ho appena scoperto che fra l'altro era portoghese!!!), con annesso mini-campanile e campana da scampanellare ... per trovare marito!!!! Tutti i ragazzini scampanellavano allegri, ignari di ciò che stavano facendo, e alla fine ho scampanellato pure io, non si sa mai ...




Dopo aver felicemente scampanellato abbiamo intrapreso la via del ritorno ...

Abbiamo visto cavalli, mucche, asinelli, pony, verde verde verde.

 Brigita mi ha raccontato un bel po' di storie di folklore sloveno.
 Peccato che la mia memoria terribile non mi permetta di ricordare i nomi di tutti questi gnomi, folletti ed esserini vari che abitano i boschi sloveni.

Però mi pare di ricordare che la notte del 24 giugno, se si calpestano le piante di felce, si ottengono poteri magici che permettono di parlare con gli animali e con tutte queste fantastiche creature.
In ogni caso mi farò ridire tutti i nomi e mi documenterò, perché queste storie sono sempre interessanti!



Solo al ritorno a scuola mi sono resa conto di quanto mi facessero male i piedi e le gambe ...
(ne è valsa comunque la pena!)

L'unica conseguenza è stata che ieri, in I elementare, quando mi sono messa a ballare
HEAD SHOULDER KNEES AND TOES
arrivata alla parte delle ginocchia ho notato un certo dolorino ai muscoli delle cosce
e quando ho provato a piegarmi fino alla punta dei piedi quasi quasi mi spezzo!

Ma a forza di gite e di camminate all'alba prima o poi anche io comincerò a chiamare colline le colline!
Voi che ne dite?

9.10.11

Una giornata in Croazia (Zagabria)

Uno dei vantaggi di vivere in Slovenia è che, in pochissime ore e chilometri, si può fare un salto in Italia, in Austria, in Ungheria, in Croazia, in Bosnia, in Slovacchia ecc.

Avevo già annunciato un viaggetto a Zagabria, e un tentativo di couch-surfing, ma come sempre c'è stato un cambiamento di piani all'ultimo momento. Ero su skype che parlavo con Maria e all'improvviso vedo un avviso di un messaggio pubblicato sulla pagina erasmus: qualcuno che cercava compagni di viaggio per condividere le spese della benzina proprio per Zagabria, andata e ritorno in giornata!

Più veloce di Speedy Gonzalez ho detto subito di sì, chiedendo 3 minuti per poter consultare anche Eva.
Ho mollato Maria su skype, in due secondi stavo bussando alla porta di Eva, che in 3 secondi ha accettato la proposta di andare in macchina invece di prendere il treno, e di rimanere solo un giorno invece che due.
Quando sono tornata al computer varie altre persone chiedevano di potersi unire al viaggio, ma il tedesco che aveva pubblicato l'annuncio, estremamente corretto, ha dato la precedenza a me ed Eva, perché io avevo scritto per prima!

C'è da dire poi che io questo ragazzo e il suo amico non li conoscevo affatto, ma questi sono i vantaggi del facebook, è tutto a portata di click! Basta saperne approfittare!

E così ci siamo messi d'accordo di vederci alle 8 la mattina seguente (ieri), e io dopo una bella chiacchieratona con Maria, ho dato un'occhiata veloce alle foto del tipo (Kuj), più che altro per riconoscerlo e me ne sono andata a letto felice e contenta!

La mattina dopo con Eva siamo scese alle 8, prevedendo una superpuntualità dei tedesconi.
Invece no. Sono arrivati in ritardo contro ogni stereotipo.
E mentre aspettavamo ci si è avvicinato un tipo, che con un'altra decina di barbutoni stava facendo colazione, a base di birra, caffè e spinelli nel bar sotto casa nostra, per invitarci ad unirci a loro.
Magari un'altra volta!
(questo bar mi ha sempre incuriosito, perché mi pare che sia sempre aperto, quando esco di casa all'alba dei morti viventi, c'è sempre gente che alle 6 già si sta scolando la prima birra, però niente grida, schiamazzi ecc., qua pure gli ubriaconi sono educati!).

In ogni caso i tedeschi alla fine sono arrivati e siamo partiti in direzione Croazia.
E secondo antistereotipo: dopo poco chilometri si sono resi conto di essersi dimenticati di comprare la fantomatica VIGNETTA! Che non è altro che un bollino autostradale necessario per percorrere le strade che prevedono il pagamento del pedaggio. Però tocca comprarla prima.

Quindi attenzione se viaggiate in Slovenia, che se non comprate 'sta roba le multe vanno dai 300 agli 800 euro. http://www.slovenia.info/?faq=201&lng=4

Però noi non la avevamo, non c'erano distributori di benzina nei paraggi dove comprarla, e allora abbiamo deciso di prendere le stradine secondarie per arrivare a Zagabria, stessa distanza in chilometri, un'oretta in più di viaggio, e paesaggio decisamente più ameno!

Io ne sono stata ben felice perché ne ho approfittato per fare un sacco di foto, Eva e il tedesco numero 2 un po' meno, perché la strada era tutte curve e gli è venuto il mal d'auto! (Io, che di solito ne soffro, sono diventata immune alle curve dopo aver preso per tre volte l'autobus 39G che da scuola mi riporta a Lubiana, facendo il giro di tutti i paesini di montagna vicini, su e giù per tornanti e vallate).



E un altro dato contro tutti gli stereotipi: io immaginavo che i tedesconi avessero preparato un piano di battaglia minuto per minuto, di tutto ciò che volevano fare, vedere, dove mangiare, dove fare pipì, cosa comprare, dove parcheggiare ... invece no!
Questi erano tedeschi spontanei!
Insomma, dovunque io vada tocca improvvisà!

Arrivati alla frontiera i gendarmi ci hanno fatto fermare e accostare.
Ci hanno addirittura fatto scendere dalla macchina per farci delle domande.
Ci siamo chiesti:
sarà per la carta di identità di Kuj, che fra l'altro è figlio di genitori kossovari, e che sembra un terrorista assassino con gli occhi di ghiaccio sulla foto?
sarà perché c'ero io, nonnetta di 35 anni, fra ventenni?
sarà per la targa tedesca della macchina?

Poi abbiamo pure notato che la fila delle macchina che entravano in Slovenia dalla Croazia era lunghissima, mentre al contrario non ce n'era. Abbiamo pensato allora che i gendarmi si stavano annoiando e volevano farsi due chiacchiere con noi. Ci sbagliavamo!

Arrivati infine a Zagabria abbiamo cercato un posto dove parcheggiare gratis. Ma niente.
Alla fine abbiamo deciso di pagare i 5 euro di parcheggio fino alle 15.00 invece di fare tanti giri.
Ma quando ci siamo avvicinate alla macchinetta per pagare un tipo - che parlava un po' di italiano - ci ha detto che non si pagava.
Perché era festa.
Però lui diceva domenica ed era sabato.
E io pensavo non ci stesse molto con la testa.
Lui insisteva che era festa e diceva domenica, domenica ... e dando un'occhiata alle macchine vicino effettivamente abbiamo visto che nessuna aveva esposto il tagliandino di pagamento parcheggio.Boh.

Un altro dato strano era che c'erano in giro un sacco di bandiere croate.
Wow, che amanti della patria abbiamo pensato all'inizio.
Ammazza, addirittuta gli autobus e i tram con le bandierine svolazzanti.
Cavoli, e questa gente con le magliette della Croazia?
Deve essere un giorno speciale, no?

E infatti lo era. Lo abbiamo scoperto quando la ragazza di Kuj gli ha mandato un messaggio dicendogli che ieri, 8 ottobre, era festa nazionale!: il XX anniversario dell'indipendenza della Croazia!!!

Per questo c'erano tutte quelle bandiere, per questo il parcheggio era gratis e per questo la polizia di frontiera aveva pensato che dovevamo essere un po' scemotti ad andare a Zagabria l'unico giorno che è tutto chiuso!!! Chiusi i negozi, chiusi i musei!  Per questo i Croati fuggivano a fare shopping in Slovenia!

In ogni caso la giornata è stata piacevole. Abbiamo gironzolato un po' a casaccio per la città, giungendo tutti alla conclusione che Lubiana però è più bella e più accogliente. Zagabria ha una zona di centro storico in cui modernissimi palazzoni convivono con case che crollano in rovina, popolate da edera e gatti di mille colori.





Ci sono poi un sacco di musei, che però non abbiamo potuto visitare perché erano chiusi. Eccetto questo!



Però tutto sommato è stato un piacevole sabato, in cui mi sono resa conto che capisco il tedesco meglio dello sloveno! Argh!

Per una cosa la città mi è piaciuta: è molto blu!

I tram e gli autobus sono blu,
e cartelloni di spettacoli blu
ci sono tanti edifici celesti,
e bar azzurrini
e bici blu



(quasi quasi la rubo!!!)
                               (ma chi è questo tipo nero che osa profanare un muro azzurrino?)

E da questo viaggetto ho imparato che prima di visitare un posto, oltre a controllare cosa c'è di bello da vedere, è anche opportuno informarsi sugli eventuali giorni di festa nazionali.

E non fidarsi mai degli stereotipi!
E neanche troppo della guida Lonely Planet,
soprattutto se è l'edizione del 1999!

7.10.11

è arrivato l'autunno ...

Sono a casa fino a lunedì incluso.

La prossima settimana abbiamo la riunione Comenius, di venerdì - che di solito è il mio giorno libero, e quindi l'ho cambiato al lunedì ... grande genialata fare una riunione di noi 7 Comenius sloveni quando siamo già qua tutti da circa un mese-  inclusa l'ultima arrivata -, per spiegarci cose che avremmo dovuto sapere un mese fa e per farci fare un giro per Lubiana e un corsetto di base di sloveno (perlomeno non con Mr Banana!)

In realtà forse domani vado a Zagabria, ma non lo so, perché alla fine è arrivato il tanto annunciato autunno, con pioggia a dirtto e freddo. Io non ho praticamente vestiti invernali! Ho giusto 2 felpe e un maglione, la giacca, i guanti e la sciarpa. Me li dovrò far bastare per 3 settimane, poi infine tornerò in Spagna a prendere un po' delle mie cose. Continuo con la mia promessa anticonsumista delle 100 cose (vedi post sull'argomento), dunque resisterò! Mi toccherà mettermi tutte le magliette che ho una sopra l'altra, ma vabbè, intanto ormai a scuola i piccoli pensano che io sia un clown e i grandi che io sia fuori di testa, dunque non c'è problema!


Per ora oggi, rinchiusa forzatamente in casa, ho addirittura preparato qualcosa per pranzo (pasta con le zucchine! Con una zucchina che era nel mio frigo da fine agosto ed era ancora buona e fresca come appena comprata, boh) e passerò il pomeriggio a studiare per il Master da brava bambina. (Magari ci scappa una cioccolata calda più tardi. C'è un posto che ne fa una buonissima, quasi solida, 3000 calorie a tazza ... il cameriere ormai ci conosce perché ci andiamo apposta per quello!)

E ad attendere che qualcuno del CouchSurfing risponda a me e ad Eva.
Io non sono mai andata a casa di nessuno tramite questa modalità, ed ero un po' scettica, ma poi ho pensato che in realtà non è molto diversa da andare a casa di persone conosciute per lettera, o per facebook, o di amici di amici di amici. E dato che Zagabria è solo a 150km da Lubiana (2 orette di treno), tanto vale provare in una città vicina (da cui si può tornare/ fuggire velocemente) piuttosto che in Madagascar!

Quest'anno vorrei fare 10 cose nuove, che non ho mai fatto prima.

Forse devo scrivere un post a parte per tenere il conto di ciò che combino!
Il couchsurfing potrebbe essere una di quelle.
Non deve essere per forza qualcosa di avventuroso, tipo nuotare fra i coccodrilli.
Né niente di troppo semplice, tipo bere acqua al gusto di mora.

Potrebbe esserlo mangiare le crocchette ripiene di marmellata che mi hanno dato ieri a mensa,
ma non è stata una decisione cosciente ... anche se decisamente si può considerare un'esperienza culinaria-culturale inaspettata, soprattutto se si considera che queste crocchette erano il secondo, il primo era una zuppa di legumi e il dolce una torta al cioccolato!

In ogni caso ora, divorata la mia pasta - salatissima anche se io non uso mai il sale -
vi abbandono con un bellissimo video, opera di una persona che mi sta molto a cuore, ma che purtroppo non vedo da anni.




In questo video, anche se non è facile scovarmi, credo di esserci anche io, e tanti ricordi di una piovosa sera di novembre di 6 anni fa, in cui si parlava di Yugoslavia e di un miraggio che ora per me è realtà ...

Grazie Zarko Drljaca, e chissà se non ci rincontriamo da queste parti!

4.10.11

IMPROVVISAZIONE E LA MAGIA DEL POWERPOINT

L'ho detto che fino a una settimana fa non sapevo usare il powerpoint?

Nel giro di sette giorni ne ho preparati una decina. Mi sto per accingere a prepararne uno su Pinocchio.
In questi giorni si celebra nella mia scuola la festa del libro e la V elementare di Majda avrà come premio me e la storia del bugiardello! E anche la canzone che i lettori italiani della mia età ricorderanno:

Naso di legno, cuore di stagno, burattinoooo, quando diventerai, un bimbo come noi?

Sarà per il fascino della novità - anche se sono qua da più di un mese - ,
sarà che faccio ridere quando cerco di parlare sloveno (chiedetelo a quelli di IV che oggi cercavano di insegnarmi a dire gomma da cancellare, righello & company, una tragedia!),
sarà che ho alle spalle 3 anni alla English Summer School (scuola primaverile-estiva dove ero prof. di inglese, di sport vari, animatrice delle attività ludiche e responsabile della sala da pranzo,o della piscina!)
sarà che spesso mi scordo di dare i compiti per casa
sarà questo e sarà quello

per tutto ciò, ai ragazzini - specie i più piccoli - vengo promessa come un regalo!

E così domani Pinocchiamo!

Questa volta avrò tempo di preparare qualcosina, anche se non si sa mai, domani potrebbe succedere di tutto!

Di solito la mia tutor mi manda il programma di lavoro di due setttimane. Lo ricevo il sabato o la domenica.
Per essere più organizzata ho deciso di stamparmi io delle pratiche tabelle e copiare l'orario con tutti i codici dei prof., delle aule, dei gruppi (che nel mio cervello sono ancora un gran casino!).

Ok, bene, tutto organizzato. Dunque posso preparare le attività e lezioni varie.

Poi succede che una prof. mi chiede se posso presentare dei consigli di viaggio - che avevo preparato per la settimana scorsa - e menomale che mi porto sempre il disco rigido appresso.
Non c'è problema. Sono sempre pronta a raccontare scemenze.
Anche davanti a un pubblico di adolescenti, 50 per l'esattezza. Che mi guardano anche un po' estrerrefatti.

Però poi ci penso e mi ricordo al liceo, quando ogni tanto ci mandavano un supplente un po' diverso dal solito, ed era come vedere un'altra realtà, abituati com'eravamo allo stile, voce, tono ecc. dei nostri soliti prof. Magari chissà, anche io risveglio l'animo sopito di qualcuno, che fra 10 anni quando andrà in Erasmus, o in Comenius o in Intergallaticus si ricorderà di me, e di quel giorno in III media che gli si era accesa una mezza scintilla. Lo spero.

E poi succede che mentre cammino tranquilla in corridoio con la tutor per andare con lei a lezione,  per la quale ho preparato un bellissimo powerpoint con foto sceme per far ridere un po' i ragazzini mentre imparano I like reading, I like sports, I like art ecc., un'altra prof. richiede la mia presenza, perché lei con parte della sua classe deve andare alle ore sportive o qualcosa del genere, e la prof. di inglese è malata, e io mi ritrovo catapultata in IV, da sola, a disegnare alla lavagna in un classe di bambini furetti che quando gli dico:

fatemi vedere le vostre sedie!

le sollevano in aria e meno male che non ci scappa nessun ferito!

Insomma, io che mi scrivevo le lezioni minuto per minuto, sono di colpo diventata il saltimbanco scolastico e devo dire che la cosa non mi dispiace, tocca pensare in fretta, far frullare il cervellino, capirsi con questi ragazzini con il mio misero sloveno da 4 soldi, o meglio da 4 parole.



Questo non significa certo che fare il prof. si basa sulla costante improvvisazione, al contrario, significa avere una valigia di Mary Poppins nella testa, piena di  un sacco di contenuti, attività e idee, canzoni e compagnia bella, ed essere pronti ad adattare il tutto a qualsiasi situazione nel giro di due minuti.

E anche prepararsi attività jolly da potere usare in caso di emergenza.
E qualche power-point divertente e che serva pure a stimolare le competenze interculturali di questi ragazzini, che sia una finestra su un mondo diverso (il mio) che li faccia riflettere sul loro universo personale.

E con questa profonda riflessione vi lascio perché Pinocchio mi aspetta, e non ho ancora deciso bene cosa fare e mi frullano le idee nella zucca e devo acchiapparne qualcuna prima che scappi via!

Buon lavoro a tutti i prof. in ascolto!

E in particolar modo a tutti i miei cari Comenius, per cui non sempre le cose sono facili e che spesso si scontrano con situazioni complicate, che mettono alla prova la loro pazienza, forza di volontà e carattere!

Ragazzi/e, non vi perdete d'animo!

Che poi arriverà quel giorno (per me ce ne sono stati già parecchi) in cui i ragazzini verranno a salutarvi, in cui grideranno il vostro nome per strada per attirare la vostra attenzione, in cui chiederanno di avervi come accompagnatori in gita, in cui si siederanno a un tavolo vicino al vostro a mensa e vi divertirete a farvi le linguacce, in cui un'adolescente vi insegnerà a usara il powerpoint e voi la ringrazierete e all'improvviso le brilleranno gli occhi e si sentirà importante e avrete un po' cambiato la sua vita di ragazzina timida, in cui tutta la scuola assisterà a un'evento che voi avete preparato e sarà un successone!

Tenete duro!

1.10.11

WELCOME TO SCOTLAND

Che migliore maniera di festeggiare il mio primo mese a scuola se non quella di organizzare una bella giornata scozzese? L'avevo preannunciata qualche giorno fa e finalmente è arrivata!

Alle 7 di mattina mi sono vestita di tutto punto, con mini-kilt. jacobite shirt (la camicia), sporran (la borsetta), flashes (i reggicalze!), hose (le calzette) e sgian dubh (il coltello infilato nel calzino) e ho percorso la solita strada per andare all'appuntamento con Jamie, lo scozzese, e con Marjetka, che ci avrebbe portati a scuola!

Potete immaginarvi le facce della gente!
Le più belle sono state quelle dei passanti all'incrocio dove io e Jamie avevamo appuntamento. Quelli che passando in bici avevano già visto lui che scendeva lungo la strada con il suo kilt, e che di botto si sono ritrovati di fronte me. Una quasi si scapicolla dalla bici!

E potete immaginarvi le espressioni dei ragazzini a scuola!
E anche dei prof. e delle prof. per dircela tutta.
La giornata è stata lunga ed intensissima.
Praticamente eravamo come il Re e la Regina, o il Presidente e la First Lady, abbiamo girato per 10 classi diverse (in 5 ore, corri di qua, corri di là), di tutte le età (i più entusiasti i bimbi piccoli e le ragazzine adolescenti!), risposto a domande varie della serie:

- Jamie, porti qualcosa sotto il kilt?
- Cecilia, perché porti un coltello nel calzino?
- Jamie e Cecilia, siete sposati?

e durante la ricreazione infine abbiamo ballato!

Menomale che mi ero messa d'accordo con le ragazzine della squadra di ballo della scuola, e poi incredibilmente abbiamo convinto parecchi altri volontari a unirsi a noi.
Alla fine di ballo ne abbiamo fatto un solo -  però davanti a tutti i 500 ragazzini della scuola!
Io comunque mi ero preparata e portavo dei pantaloncini corti sotto il mini-kilt, perché zompa di qua, zompa di là, il kilt svolazzava da tutte le parti!


Delle 4 giornate dedicate alle lingue straniere, quella dedicata alla Scozia è stata ovviamente quella che ha avuto più successo! Dovrei davvero cominciare a farmi pagare dall'ente del turismo scozzese per quest'opera di diffusione della cultura scozzese!




Alla fine la scuola ci ha omaggiati con un bel pranzetto e con 2 ceste di regali culinari:
pane fatto in casa, marmellata, miele, dolcetti, salcicce (ed altri regalini da parte della preside) per Jamie che non è vegetariano.




Sono proprio soddisfatta dell'esito della giornata e sempre più convinta del fatto che gli Scozzesi sono le persone più disponibili e gentili del mondo! Jamie, armato di santa pazienza, ha risposto alle stesse domande parecchie volte, è stato simpaticissimo con i ragazzini, con le prof., e dopo 5 ore di giri senza tregua mi ha addirittura chiesto: abbiamo finito? - in tono sorpreso. Lui avrebbe pure continuato!

Le ragazzine del giornale della scuola (quelle che intervisteranno me lunedì) avevano gli occhi che brillavano perché volevano intervistare anche lui, siamo stati invitati ufficialmente al ballo della III media (anno 9), e insomma, forse questa non sarà l'ultima visita di Jamie a scuola!

Grazie Jamie e grazie a tutti quelli che hanno contribuito a rendere l'anniversario del mio primo mese a scuola davvero speciale!