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8.4.12

O che bel Castello ... di Predjama ...

Buona Pasqua a tutti.

Ho fatto una colazione pasqualissima a base di pane e nutella, la colazione tradizionale slovena  la farò domani, la mia coinquilina porterà le cibarie tipiche, ma niente porco per me, e al rafano ci penserò.

Il tempo in questi giorni è più o meno questo.


In Slovenia finora aveva piovuto ben poco, ma da quanto ho capito è aprile il mese delle piogge.

Ma non era marzo pazzerello esce il sole e prendi l'ombrello e aprile dolce dormire?

Così questo weekend sarà casalingo, il viaggio in Austria-Germania era stato cancellato venerdì sera all'ultimo momento, e a dir la verità non mi era dispiaciuto più di tanto, perché ero già stanchissima durante la gita alle grotte, e avrei girovagato come una zombie.

Anche perché dopo le grotte eravamo stati pure al castello di Predjama (come ho detto nel post precedente, nel prezzo del biglietto multiplo era incluso pure quello).

Dato che le altre due attrazioni incluse nel prezzo oltre alle grotte non erano state così entusiasmanti, e dato che non mi ero per niente informata su questo castello, mi aspettavo un rudere accroccato sulla cima di una montagna collina, piccolo, cadente, insomma, una mezza sola.

E invece eccolo qua:







Ora, dato che ho girato parecchio, alla fine alle costruzioni occidentali sono abbastanza abituata.
 In Scozia avrò visto un centinaio di castelli, grandi, piccoli, su un lago, su un fiume, in un parco, vicino al mare, diroccati, nuovi, abitati, con fantasmi, pieni di turisti, sconosciuti.

Però non mi aspettavo un castello costruito DENTRO la montagna.

All'inizio ho pensato che ok, da fuori era davvero stupefacente, incrostato e incagliato in questa parete rocciosa di 123 metri, come se castello e collina fossero antagonisti scontratisi in un naufragio, come un nido d'aquila, ...  ma poi dentro non sarebbe stato niente di speciale.

All'entrata ci hanno dato un depliant informativo, ma noi non lo abbiamo neppure aperto.

Pensavamo di girarlo in pochi minuti.
Credevamo fossero una serie di stanzette, una dopo l'altra, con qualche ricostruzione di mobili o personaggi d'epoca come questi :


Pensavamo di vedere dei bei panorami e basta.

 


Quello che non immaginavo era che il castello fosse costruito davvero DENTRO la roccia, intorno agli spigoli della montagna, e che dunque fosse tutto un saliscendi labirintico di stanze e stanzette e terrazze, verso destra, sinistra, in alto, in basso, di sbieco, capolavoro di architettura che fuse rocce millenarie alle necessità dell'uomo.


E che alcune delle finestre del castello, di alcune delle sale più alte, fossero proprio le fenditure nel fianco della montagna, con il cielo dentro casa insomma.


Perché questo castello fu rifugio di un tipo tosto, un certo Erasmo, cavaliere testardo e ribelle, che ne fece la sua tana inespugnabile.


Erasmo, condannato a morte per aver ucciso un parente dell'imperatore d'Austria (che a sua volta aveva fatto fuori un suo amico) si rifugiò a Predjama, e di lì si dedicò a sfidare ed irritare l'imperatore, attaccando di continuo carovane di commercianti di quello.
Neppure l'assedio al castello avrebbe avuto successo, perché Erasmo conosceva vie di fuga che gli altri ignoravano: le grotte.

Se salite, e continuate a salire e salire e vi intrufolate in tutte le stanzette del castello, alla fine arriverete a questo punto, che è proprio dove il castello bacia la montagna e diventano tutt'uno.


Come vedete dalla mappa, dietro al castello ci sono un'infinità di chilometri di cunicoli e caverne,
ed Erasmo si sarebbe potuto nascondere per sempre, se non fosse stato per il tradimento di uno dei suoi servitori.


 La fine della storia purtroppo è tragicomica: Erasmo era in bagno quando il servitore-traditore diede un segnale d'allarme ai nemici, che catapultarono pallottole di pietra contro la finestrella del WC , uccidendo Erasmo con le braghe calate.

E così si è conclusa la nostra visita al castello di Predjama, 5 minuti di riposo, una passeggiatina lungo la riva del fiume, un'ultima occhiata in giro ...

 

   



E a chiederci: cosa saranno mai questi strani interruttori disseminati ovunque?



+++++++++++++++++++++++++++++++++++++

Se volete saperne di più sul castello trovate info in questa pagina fatta molto bene

Per i più avventurosi ci sono anche tour speleologici sotto il castello, ma richiedono una certa abilità ed attrezzature speciali
Fra le altre manifestazioni anche un torneo medievale

7.4.12

Le grotte di Postumia e le opinioni sbagliate

La gita di ieri mi ha fatto pensare a quanto possono variare le opioni della gente su una stessa cosaanimalepersonaeventocircostanza.

Vabbè, hai scoperto l'acqua calda, direte voi.
Ebbene sì, ma delle volte uno non si rende conto che ci fidiamo di ciò che ci dicono gli altri e rinunciamo a vivere delle esperienze solo perché tizio caio o sempronio ci ha detto che quella cosa là gli ha fatto proprio schifo. Oppure il contrario, facciamo qualcosa solo perché qualcuno ce ne ha parlato bene, e poi ci ritroviamo a chiederci: ma chi me lo ha fatto fare? Tipo che a me tutti dicevano che Praga era fantastica e invece mica mi è piaciuta tanto.

Comunque, tornando a ieri, all'ultimo minuto, come sempre, avevo rimediato un passaggio e giretto alle grotte di Postumia con 3 portoghesi e avevo deciso di andarci nonostante prevedessi poi un lungo fine settimana fuori. (http://www.postojnska-jama.eu/it/una-bellezza-di-fama-mondiale/)

Ed ecco le opinioni ed anche preconcetti sfatati:

- 3 portoghesi - pensavo fra me e me - cavoli, fumeranno sigarettine puzzolentissime in macchina, non parleranno inglese, sentiranno musica cacao meravigliao a tutto volume, guideranno in modo suicidottero, si porteranno panini con il baccalà per merenda.
Un'altra volta ancora la mia opinione-preconcetto-stereotipo su una nazionalità si è rivelata sbagliatissima davanti a 3 portoghesini educatissimi-normo-decibel-no-baccalà.


- ho 35 anni. Ma non la pensava così il bigliettaio delle grotte di Postumia, per cui ho pagato il biglietto per studenti. E fin qui ci potrebbe pure stare, perché in fondo sto facedo un master.
Ma il prezzo ridotto è solo per studenti fino ai 25 anni. Così dopo lo spazzacamino che mi chiamava Miss (lo trovate qui), ora sono pure innamorata del bigliettaio che mi ha dato 10 anni di meno.
Facendomi risparmiare una decina d'euro.


- Sulle grotte di Postumia era stato tutto un tripudio di opinioni da parte di amici e conoscenti: fantastiche, una sola, piene di turisti, una meraviglia, non valgono il prezzo del biglietto, mozzafiato.
Io ero già stata alle altre grotte poche settimane fa, e quindi le stalattiti e stalagmiti magari non sono state così sorprendenti come se fosse stata la mia prima volta grotta.

Però le grotte di Postumia sono immense.
Tanto che due parti del percorso, all'inizio e alla fine, te le fanno fare in trenino.
Sembra di stare a Gardaland e tocca stare attenti alla capoccia, perché se uno è alto più di un metro e ottanta c'è il rischio che dia una bella tranvata asporta calotta cranica contro le rocce.



Poi sono talmente immense che si può tranquillamente sgattaiolare in fondo alla fila e fare foto proibitissime (perché a quanto pare il flash fa proliferare i batteri, che fanno crescere il muschio), e volendo se si ha la sindrome di Rosso Malpelo, si può pure prendere il cunicolo sbagliato e perdersi per sempre.

Secondo me vale la pena visitarle, ma non con genitori con gli acciacchi.
Io avevo pensato di portarci i miei, ma poi mi sono resa conto che, scesi dal trenino giallo canarino, fare su e giù per scale, salite, discese e cunicoli umidi non sarebbe l'ideale per il ginocchio scardinato di mio padre e i capelli di mia mamma, che con l'umidità assumerebbero la tipica piega di leonechehamessolazampanellapresadellacorrente.

E ricordatevi che, anche se ci andate d'estate, dentro le grotte fa freddo - temperatura media
8-10°c. Tocca portarsi un maglione e magari pure una giacca impermeabile appresso. Il giro per le grotte dura parecchio (quasi 2 ore) e una volta entrati non è che si può tornare indietro!

Pubblico un po' di foto-cresci-muschio, che non rendono l'immensità di questo posto e la forza dell'acqua che si diletta a scolpire

un tetto di spaghetti di qua



Enormi stalagmiti che sembrano candele sciolte di là


Bitorzolute cellulitiche stalattiti lassù


E simboli fallici un po' ovunque


In queste grotte si dice che vivessero dei mostri, eccovene una foto:


La leggenda dice che le grotte fossero abitate da un drago, che minacciava di papparsi tutti gli abitanti dei paesini circostanti. E allora Jacob, un pastore di Postumia, escogitò un trucco per farlo fuori.
Sapendo che il drago andava matto per la carne di vitello, Jacob ne ammazzò uno, lo riempì di calce viva, e lo lanciò negli abissi delle grotte.
Il drago se lo mangiò in un sol boccone, e preso da una gran sete, tracannò qualche decina di litri di acqua fresca del fiume sotterraneo.
Calce ed acqua si pietrificarono nello stomaco del povero draghetto e pericolo scampato per Jacob e tutti i suoi compaesani
.
I draghi mi hanno sempre fatto una gran pena, così grossi e così giuggioloni.


Però si vede che sto drago doveva averci una fidanzata, perché i suoi figli vivono ancora nelle grotte.

Se comprate il biglietto speciale, che include anche una visita al Vivarij Proteus,
http://www.postojnska-jama.eu/it/altre-visite/grotta-del-proteo-il-vivaio/ li potrete conoscere.
(in realtà ve ne fanno vedere uno pure all'uscita dalla grotta, prima di riprendere il trenino per tornare in superficie)

Io avevo associato la parola vivarij a vivaio e mi aspettavo una specie di giardino con piante e fiori tipici della zona.
Invece all'entrata dell'edificio del vivarij ci danno una torcia a pile. Boh.
Entriamo e scopriamo che non si tratta di un vivaio, ma di una galleria abbastanza buia, ricavata in una parte delle grotte, con degli acquari poco illuminati in cui giocare - grazie alla suddetta torcia - al caccia al tesoro per scovare gli animaletti (scorpioni, pidocchi acquatici, pescetti) tipici delle grotte.

Fra cui appunto i figli del drago morto di indigestione, ovvero i pesciolini umani, o protei, una specie di mix fra anguilla, porcello e neonato. Questo esserino vive 100 anni, è una specie animale protetta, è ciecato e non mi pare faccia altro che dormire.



E poi, sempre della serie: ti aspetti una cosa e te ne ritrovi un'altra, nel prezzo del biglietto speciale, è inclusa pure un' esposizione di farfalle.

Ora, io me le immagino tutte vive e svolazzanti, che ti si attaccano ai capelli perché profumano di shampoo alla pesca o alla faccia perché ti sei messa la crema idratante alla papaya.
E invece no, grande tristezza, trattasi di farfalle di tutti i colori (e molte blu) morte e imbalsamate.


Nel pacchetto che abbiamo scelto noi era incluso anche il Castello di Predjama, a cui dedicherò un altro post.

Qua trovate tutti i prezzi dei vari pacchetti offerti.

Io vi consiglierei di visitare le grotte e il castello (attenzione però, se viaggiate in autobus e non in macchina non avrete modo di arrivarci, si trova a più di 10km dalle grotte e non ci sono collegamenti) e tralasciare il vivarij (animaletti) e il razstava metuljev (farfalle).

Ma non si sa mai, magari qualcuno fra di voi è amante dei pidocchi delle grotte e delle farfalle morte e inchiodate.

Come dicevo all'inizio mi sorprendo di come le opinioni della gente su una stessa cosa possano variare tanto, e quindi fate un po' come vi pare, ma poi non mi venite a dire che non vi avevo avvertito.

5.4.12

Mi avevano avvertito ...

Questa volta mi avevano avvertito.

Non è stato come quel giorno che mi sono mangiata una roba a mensa pensando fossero crocchette di patate e invece dentro c'era la marmellata.
Non è stato come vedere tutti i ragazzini in pattine-ciabatte il primo giorno di scuola e pensare che stessero lucidando i pavimenti.
Non è stato come scoprire che i bimbi giusto un po' sovrappeso in Slovenia se ne vanno in clinica a dimagrire.
Non è stato come capire che quello che per me è una montagna per uno sloveno è una collinetta.

No, questa volta mi avevano avvertito.

La Pasqua si avvicina.
E allora se ne parla, in tutte le classi, di come si festeggia qua e di come si festeggia nelle varie altre parti del mondo dove io ho vissuto. E me lo avevano detto ...

Per esempio il carnevale (che qua si chiama PUST) io me lo sono perso del tutto, non ero qua, ero fra la Spagna, l'Italia e il Belgio e poi mi è dispiaciuto, perché non mi sono potuta ingozzare di KROFI (le megabombe ripiene di cioccolata o marmellata che sono tipiche della città di Trojane) e non ho visto le sfilate delle maschere e dei KURENTI, che sono un po' più giù.


Questi Kurenti sfilano per la città di Ptuj durante il Carnevale (http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/usi-curiosita/Carnevale-in-Slovenia.html), ma io me li sono persi, mannaggia.

Poi per caso al parco Tivoli ho beccato una mostra fotografica proprio sul carnevale sloveno e allora mi è dispiaciuto pure di più, perché secondo me è l'unico momento in cui gli sloveni si lasciano un po' andare e fanno un po' gli scemi. Di solito lavorano troppo e non hanno tempo per queste cose.



 

A Carnevale vanno pure parecchio di moda i travestimenti da vagabondi zozzoni e capelloni, che sono proprio l'antitesi dello sloveno tipo, sempre ordinato e ossessionato con la pulizia della propria auto.

Vabbè, comunque, tornando alla Pasqua, questa volta per evitare di perdermi qualcosa, ho chiesto in tutte le classi, mi sono fatta spiegare, ho pure obbligato le povere ragazzine del gruppo di spagnolo a scrivere le loro letterine agli amici di penna spagnoli su questo tema, giusto per farmi una cultura pure io.

E insomma, avevo scoperto che qua in Slovenia, invece delle uova di Pasqua di cioccolata con dentro una sorpresa da quattro soldi, i carciofi fritti, la salamella corallina, la pizza cresciuta al formaggio e quella dolce - che sono le cose che si mangiano a casa mia, non so da voi - si mangia altro.

Si prepara infatti un bel cestino che contiene uova sode colorate e decorate, pane, il dolce tipico sloveno, la potica (si legge potiza), e poi carne di maiale e una verdura che mi è toccato cercare sul dizionario come si chiama e che non avevo mai visto prima, il rafano.

Si porta il tutto in chiesa per farlo benedire e poi si mangia; alcuni trangugiano il tutto la domenica, altri il lunedì, che pure qua è festa come in Italia, ma la scampagnata fuori porta non si fa o forse sì, ma qua non è niente di eccezionale, dato che praticamente scampagnano tutto l'anno.

E oggi, dopo le prime due ore di lezione, arrivo in sala professori all'ora di merenda e mi trovo, proprio sul mio tavolo, un bel vassoio di porco affettato, che quasi svengo.
Poi mi sono velocemente ripresa e mi sono pappata 4 fette di potica però.


Il porco a fette e a destra formaggio, pomodorini e cetriolini.




La potica e le uova sode. Nella ciotolina sulla destra c'è ciò che a me in un primo momento è sembrato parmigiano grattugiato, e invece ho scoperto poi che era il famoso rafano!

Ma non finisce qui.

Finito di ingozzarci vedo che il prof. di musica parte sparato verso il salottino professori,
dove avevo già notato una serie si scatole ammonticchiate dall'aspetto misterioso.

Beh, le suddette contenevano il regalo pasquale da parte dei sindacati ai professori della scuola.
C'era la possibilità di scegliere e già l'altro giorno era stata consegnata a vari prof. una bella forma di formaggio. Oggi invece, per i più carnivori, è stata fatta un'altra consegna.

La mia nuova tutor, Sabina, si è prestata ad essere immortalata con i due regali ricevuti:


Sabina, con il rafano (a sinistra) e il porco (a destra).
Minacciosa!


E alla fine, Emil, incaricato di consegnare porco e rafano a tutti gli iscritti al sindacato, vedendomi fotografare il tutto come un'ossessa, ha deciso di omaggiare anche me, vegetariana, con un bel tubero.
E nonostante mi avessero avvertito, la mia faccia è stata comunque questa.




Se tutto va come programmato last-minute,
domani vado alle grotte di Postumia e al mare e da sabato a lunedì sarò in giro fra Austria e Germania.

Per cui Buona Pasqua anticipata a tutti.
Ci si vede, sente, legge, la prossima settimana.





FERMATE IL MONDO, VOGLIO CLONARMI

Non lo so come è successo.
E così in fretta.

Per quelli che mi conoscono da prima, beh, sapete com'ero.
Io lavoravo.
Sempre.
Tipo 12-13 ore al giorno, inclusi i fine settimana.
Se prendo in considerazione gli ultimi 5 anni della mia vita, 4 li ho passati a lavorare, lavorare, lavorare.

E poi è arrivata la Slovenia.

5 anni fa avevo cominciato con una borsa di collaborazione all'università.
Poi erano venuti fuori dei corsi da insegnare.
Però contemporaneamente volevo studiare francese e tedesco.
E aiutare un amico proprietario di un pub a organizzare feste ed eventi.
E poi le immancabili orette di ripetizioni.
Mi sparavo 4-5 surrogati di Red Bull al giorno.

Una volta ero talmente stanca che ho messo una batina di tè nel caffè e solo dopo averne bevuto più della metà me e sono resa conto. E me lo sono pure finito.

Poi niente più bar, più responsabilità in ufficio, molte di più.
E poi ancora di più, da portarsi il lavoro a casa.
Da sognarmelo la notte.
Ed altri corsi.
E di mezzo un sacco più di ripetizioni, sempre di più.
Perché si era sparsa la voce, e mi chiamavano gli amici di amici di amici.
Avevo una specie di giro d'affari.
E tante cose da preparare.
E poi anche un lavoro extra da traduttrice.

E io dicevo di sì a tutto, facevo gli incastri nell'orario per fare ripetizioni all'ora di pranzo.
E altre dopo la lunga giornata lavorativa.
Traducevo il fine settimana.
L'ho detto, 12, 14 ore di lavoro al giorno.
Con un Master di mezzo.

La mia coinquilina, che mi vedeva emergere dalla stanza solo per andare al lavoro, mi diceva, in spagnolo, che sarei stata la más rica del cementerio.

Guadagnavo e non avevo un attimo di tempo per andare a prendermi un gelato.
Le mie uscite sociali erano le cene di fine corso.
E i viaggi in Scozia, il mio unico barlume di vita fuori da lavoro.

Così, con questa disposizione mentale workaholic, (dall'inglese, e sullo stesso stile di acolista - alcoholic, esiste pure lavorista - workaholic) PRIMA di arrivare in Slovenia ho mandato CV personalizzati (con foto mie con indosso il mio Scottish outfit, per fare colpo) a tutte le scuole di lingue di Lubiana.



Che mi hanno contattata. E ho pure fatto un colloquio o due.

Insomma, in testa avevo quest'idea di lavorare a scuola di mattina e poi trovarmi un lavoro extra di pomeriggio, e qualche ripetizione di sera. 
E nel frattempo imparare lo sloveno, studiare per il Master e addirittura finire di scrivere il mio libro.
Ci avevo pure fatto un post intitolato Buoni Popositi. Eccolo QUI

Io ci credevo davvero che avrei vissuto così.

E invece poi è successo l'impensabile.
A un certo punto, subito appena arrivata, ho pensato che magari prima di prendere un altro lavoro mi sarei dovuta organizzare e ambientare bene a scuola.
E trovare un corso di sloveno per tutto l'anno.
 E così ho detto di no.
Il primo NO degli utimi 5 anni.
Parola sconosciuta.

Più che un NO era un NÌ, ero ancora convinta che dovevo solo temporeggiare, organizzarmi e poi rientrare nel ciclo centrifuga triplo quadruplo lavoro a cui ero abituata. A cui aggiungere il corso di sloveno e compagnia bella.

Solo che all'improvviso quel NÌ è diventato NO.
Ma proprio così, da un giorno all'altro.
NO, non lo voglio un altro lavoro extra.
NO, non pubblicherò annunci di ripetizioni.
NO, al corso di sloveno non mi ci sono più iscritta (anche perché dopo l'esperienza con Mr Banana, di cui potete leggere qui, avevo un po' perso la fiducia).
NO, cavoli, non ho finito il mio libro.

Ho lavorato a scuola, questo sì, a volte più delle 16 ore settimanali.
Ma, se devo dirla tutta, o all'improvviso sono diventata un mago della didattica, o qua i materiali riesco a prepararli con molto meno sforzo e sono comunque davvero non male.

Però:

Ho viaggiato. 
Tanto. Tantissimo.
Era uno dei miei buoni propositi e devo dire che è stato il motore delle mie settimane.
Però sono stati viaggi diversi, all'avventura, senza pianificare troppo, io che prima organizzavo le vacanze estive a gennaio.

Ho fatto tante foto.
Ho scoperto questa specie di passione.
L'uscire a passeggiare e catturare immagini, come fossero farfalle con una retina.
Però non mi sono comprata ua fighissima macchina fotografica per farle.
Perché pure questo aspetto della mia vita ho voluto viverlo senza stress.
Da una macchinetta da 1000€ ci si aspetta chissà che foto, no?
Invece da una macchinetta scassata come la mia, che decide autonomamente quando sfocare le foto e quando mettere a fuoco particolari bizzarri, non ci si aspetta niente di spettacolare e allora è sempre una sorpresa.





Ho letto un sacco di libri a casaccio.
Ho frequentato gente di tutte le nazionalità ed età.
Ho riso tanto.
Non ho comprato niente.
Non ho mangiato quasi mai al ristorante.
Non sono mai andata al cinema.

Ora mi si ripropone il dilemma.
Potrei prendere un lavoretto pomeridiano-serale e addirittura uno estivo.
Non l'ho cercato, me lo hanno offerto.
Dovrei studiare per il Master dato che l'esame finale è fra un mese.
Vorrei davvero studiare sloveno, un po' ogni giorno.
Fare i compiti, dire frasi, capirci qualcosa piano piano.

Vorrei sdoppiarmi ed avere una Ceciliadiprima a fare le cose di cui sopra.
E io, Ceciliadiadesso,continuare a gironzolare e fotografare e gelatare.

E allora, invece di farmi venire il mal di testa come la Ceciliadiprima,
La Ceciliadiadesso se ne va a letto alle 9, e la notte porta consiglio.

Però se nei commenti volete dire la vostra, o consigliarmi un posto dove andare a clonarmi, 
beh, io attendo fiduciosa le vostre opinioni.

2.4.12

Ma dove siamo finite?

Ieri, dato che fremevo e volevo rivelare a tutti voi che NON mi ero rapatatuata, ho acchiappato Eva e l'ho convinta ad accompagnarmi a fare una foto-passeggiata primaverile per ossigenare il cervello.

(In realtà la primavera ci ha ingannati con fiorellini qua e là e chi s'è visto s'è visto, quindi fa di nuovo freddo e il mal di gola non mi passerà mai. Di notte tossisco come un marinaio turco e temo di strozzarmi con le caramelle al miele-limone-eucalipto che succhio nel sonno.)






In fondo lei, Eva, che è l'unica erasmus al mondo che passa le sue giornate a studiare, aveva concepito l'idea per una tesina geniale - che le è valsa un 10/10 - , proprio durante una delle nostre sconclusionate passeggiate a casaccio. Dunque per il bene della sua media universitaria ci siamo incamminate verso un quartiere sconosciuto. (Mirje, in caso qualcuno volesse andare a verificare che esiste davvero)

Io sono della scuola di pensiero che sostiene che perdersi fa bene.
Che è terapeutico.
Però mi ero portata appresso la mappa perché quando meno te lo aspetti, in una città che pensavi di conoscere come il tuo cassetto dei calzini multicolori, ecco che all'improvviso ti ritrovi in cima a una costruzione dall'aspetto molto Maya.

 

Sentivo proprio la mancanza della consueta scalata del fine settimana.

Si procede dunque lungo vie deserte e silenziose


 alla ricerca di nuovi graffiti da immortalare






Quando ecco un'apparizione divina ...


E poco più avanti una molto più terrena


Non manca neppure lo Yellow Submarine


Tracce di esseri multicolor


E scritte in una lingua incomprensibile


Che miglior maniera di concludere la giornata che con un piccolo incidente?



Ebbene sì. cari miei! Sanguino ...





...
...
...
cioccolata!

Che ne dite? Vi è piaciuto il giretto per Lubiana non turistica?

1.4.12

CONFESSO, II PARTE: PESCE D'APRILE

Ci siete cascati in parecchi, sia qua che su facebook.

E mi dispiace davvero deludere tanti fan del post precedente, uno dei più letti nella storia del blog ...

Mia madre l'avevo dovuta avvertire davvero in anticipo, perché non ama per niente gli scherzi, e se lo avesse letto sul blog chissà che colpo. Anche se si trattava di un Pesce d'Aprile.

Non mi sono rapata il capoccione, non mi sono tatuata un drago.
E purtroppo non ho trovato una tinta blu che funzioni sui miei ferrosissimi capelli.
(è ciò che mi hanno detto vari parrucchieri, che ho troppo ferro nei capelli, e dunque non si decolorano bene, al massimo diventano arancione carota e le tinte non attaccano)

La storia della modella è vera.
Anche se il suo nome l'ho scoperto solo ieri e adesso fa la DJ.
Quando per la prima volta ho visto quella foto della sua capoccia dragonata sono rimasta folgorata.

Mi piacerebbe davvero fare fuori le mie lunghe ciocche castane e tatuarmi un drago sulla parte sinistra del cranio. La parte destra è quella delle emicranie, dunque meglio lasciarla in pace.

Però per ora non ne ho avuto il coraggio.

Però la prossima settimana dovrebbe arrivare il mio tatuaggio numero 12.
Blu.
Non di colore blu, perché la mia pelle non ama i tatuaggi colorati.

La parola blu.

E non sul capoccione bitorzoluto che mi ritrovo.
Ma probabilmente sul fianco destro, sull'osso.
Perché l'osso non ingrassa e il tatuaggio quindi non si sformerà.
 Pensateci quando ve ne fate uno.
Scegliete l'osso o zone non soggette a cambiamenti drastici, tipo la pancia.



I tatuaggi che ho, quelli che mi piacciono di più, io me li disegno da sola.
Non mi tatuo da sola, ma disegno il motivo e poi vado a uno studio e me lo faccio tatuare.

Ne ho 11, quasi tutti piccoli, il più grande è magari di 7cm x 5cm.
Non si vedono perché sono per me, sono ricordi, rappresentano ciò che ero, ciò che non sono più, ciò che sono ancora.

Non tutti credono in questa forma di memoria che alcuni definiscono tortura.

Mia mamma ci si è abituata anche se alza ancora gli occhi al cielo.
Mia nonna mi chiede sempre se vanno via strofinandoli bene con l'alcool.
Mia zia Maria Lodovica che è sempre stata molto moderna, preferiva il piercing all'ombelico, che ho dovuto togliere perché il mio corpo non ama i metalli (infatti non porto neppure orecchini, anelli, catenine, e se tengo in mano per 5 minuti delle monetine mi si gonfia e mi pizzica).

In molti mi chiedono perché me li sono fatti, è la seconda domanda più gettonata dopo perché sei vegetariana.

A molte persone non piacciono, non vogliono qualcosa di permanente addosso per tutta la vita, e se poi cambio idea, e se il tatuatore invece di disegnarmi una farfalla sulla spalla si sbaglia e mi tatua un bacarozzo, e poi quando avrai 60 anni, ... insomma, una serie infinita di se, ma, perché.

Il mio boom di tatuaggi è stato fra marzo 1994 e dicembre 2002.
10 anni di pausa.

E la Slovenia me la ricorderei pure senza tatuarmi addosso una parola, un drago, un uroboro.

Ma me la voglio ricordare ancora di più.

CONFESSO

Lo so che vi eravate insospettiti.

4 giorni a casa per un banale mal di gola?
Avrete pensato che non era da me non approfittare di un fine settimana così lungo e andarmene magari fino alla Repubblica Ceca o in Polonia.
E poi cos'era tutta questa storia di chiedere e sondare il terreno su cose nuove ed estreme da fare?
Qualcosa bolliva in pentola.
Ci avete visto giusto.

Lo confesso.

Ci sono voluti 3 giorni interi.
Con un sacco di pause.
Perché una cosa così richiede tempo, pazienza, tranquillità.

Quando avevo 16 anni su una rivista ho trovato una foto di una modella canadese.
Eve Salvail.
Qualcuno riconosce questo nome?
La porto nel portafoglio da 20 anni, un po' scolorita, ma l'idea è rimasta incancellabile.
Ora nel vero senso della parola.

INDELEBILE.

Questa modella era ed è conosciuta per una sua particolare caratteristica.

Questa:


Ora, con qualche ritocco, per farlo somigliare di più al simbolo di Lubiana, anche il mio cranio è adornato da un bel draghetto.

E ovviamente mi è toccato raparmi la zucca.

Anche a questo ci stavo pensando da un sacco di tempo.
E se non lo facevo ora, prima dell'arrivo del sole e del caldo, non l'avrei fatto più, perché un tatuaggio, almeno per me che ho la pelle delicata delicata, ci mette un paio di mesi a guarire.

Ed eccomi qua, stile Hare Krishna.

Non immaginavo che la mia capoccia potesse essere così bitorzoluta e non sapevo di avere una voglia di fragola sulla parte posteriore del cranio.
Non avevo riflettuto sul fatto che senza capelli la testa è sempre fredda.
Non credevo di poter essere non male pelata.
Non avevo pensato che avrei sparso qualche lacrima al vedere le mie ciocche castane tappezzare piano piano il pavimento.
Nessuno dei miei amici pelati mi aveva detto che la macchinetta per raparsi fa il solletico.

Che ne penseranno tutti i miei amici e la mia famiglia?
Alla mia mamma l'ho dovuto dire in anticipo, perché se l'avesse scoperto leggendo il blog le sarebbero cascati pure a lei tutti i capelli in automatico.
Che ne pensate voi?
Che ne penseranno i ragazzini a scuola lunedì?

Perché per ora, diciamocela tutta, l'effetto non è dei migliori.
Capoccia spelacchiata, martoriata, sanguinante.
Mi sono fatta fare all'uncinetto un cappellino blu copiando questo modello, per coprire il tutto finché non sarà decente da guardare.


Poi però sarà bellissimo.
Perché manca ancora la parte migliore.
Dopo anni di prove , tentativi e vane speranze, ho trovato una tinta che attacca sui miei capelli.
E non appena i miei capelli saranno cresciuti un centimetro giusto giusto, me li tingo di blu.

Dovevo fare l'ultima pazzia prima di compiere 36 anni fra poche settimane.

Poi comunque i capelli ricrescono, e anche questo tatuaggio, come tutti gli altri, sarà solo per me.