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2.9.11

CIABATTIAMO ...

No, non sono diventata una pantofolaia, non ho deciso di rinchiudermi in casa a mangiare pop-corn e guardare film degli anni '80 in sloveno (anche perché non ho ancora scoperto come si sintonizza la tv) ... io fra l'altro le pantofole non me le sono neppure portate, non mi entravano in valigia, ho un bel paio di infradito che con i calzini sono di un sexy che non vi potete immaginare e quindi di solito vado semplicemente scalza o con i calzini (così ne approfitto per pulire il parquet).

Però già nei giorni precedenti vi avevo detto che qui, in casa, non si portano le scarpe. Di solito all'entrata c'è sempre un mobiletto (o addirittura una stanzetta come nella mia nuova casa) dove si lasciano le scarpe e - non so dove -  si possono comprare pacchi di una sorta di pattine, fine fine, da dare anche agli ospiti, e facili da lavare in lavatrice una volta usate.

Ma non finisce qui.

Insomma, invece di parlarvi del primo giorno di scuola, vi parlo di piedi?

Sì, perché ecco in arrivo il primo shock culturale scolastico degno di foto!
A scuola i ragazzini sono obbligati a portare le ciabatte!



Ookkk, prometto che poi vi racconto come è andata a scuola, ma se devo essere sincera, la parte più emozionante è stata proprio la fase ciabattosa!
Esco dalla sala professori diretta alla sala centrale della scuola, dove ci sarebbe stato il ricevimento dei piccoli, e vedo un ragazzino in ciabatte. Poi un altro. Guardo verso la folla e sono tutti in ciabatte.

Meno i professori. Siamo privilegiati. Possiamo portare le scarpe a scuola.
Ma molti prof. si portano anche loro delle ciabattine, delle crocs, o qualcosa per distinguere i piedi fuori scuola da i piedi dentro scuola.

Già l'altro giorno durante il tour della scuola la mia tutor mi aveva annunciato che c'era un armadietto per lasciare giacche e ciabatte. Non mi ci ero soffermata più di tanto. Avevo pensato che magari i prof. di arte o di economia domestica portavano tipo zoccoli - come quelli degli infermieri - per non sporcarsi le scarpe buone in caso di incidenti con i materiali delle loro classi.

Invece no. La mattina quando i ragazzini arrivano a scuola passano tutti per la sala armadietti, dove tengono le loro ciabatte. I più discoli o quelli che hanno la testa fra le nuvole, che si sono scordati di portarsele a scuola o di farsene comprare un nuovo paio dalla mamma, o vanno con i calzini o scalzi.
Niente scuse.
La questione ciabatte qua è una cosa seria. Non si possono sottrarre nemmeno i più grandi, quelli di 9° anno (14 anni). Ve lo immaginate uno spavaldo maschietto italiano a discutere con la mamma in un negozio perché quella ciabatta proprio no, lo renderebbe ridicolo davanti a tutti i suoi amici? Voi che tipo di ciabatta avreste scelto a 14 anni? Io sicuramente una piena di teschi, o roba di pirati o cose macabre, ero così!

In ogni caso, ieri durante la cerimonia di apertura dell'anno scolastico, mentre genitori emozionati fotografavano i loro bambini, i fotografavo i loro piedi.



All'inizio l'ho fatto facendo un po' la vaga, usando il cellulare, della serie: non è che sto fotografando, sto spegnendoilcellulare .... mandandounmessaggino ... abbassandolasuoneria

Poi però ho intercettato Sabina (una delle prof. di inglese) e allora con la mia faccia sorpresa le ho chiesto:
ma che succede? è il giorno ufficiale di lucidatura pavimenti?
No, in realtà le ho solo chiesto cos'era sta storia delle ciabatte. Dato che lei parla inglese benissimo pensavo avesse vissuto per qualche anno nel Regno Unito, che magari avesse fatto l'assistente come me. Poi ho scoperto che si è sposata giovanissima, che ha subito fatto figli (fatto moltoooo comune qua) e quindi che non era mai stata in una scuola straniera. E che quindi per lei ciò che le stavo dicendo era altrettanto soprendente. Le ho detto che in tutti i Paesi in cui ho vissuto (Italia, Spagna, UK, USA) non avevo mai visto nessuno in ciabatte a scuola. Ci è rimasta di stucco.

Mi ha chiesto sbalordita quante volte al giorno passano le donne delle pulizie, e cosa succede in caso di pioggia in Scozia. E in effetti ha ragione. Con un semplice gesto si guadagna in pulizia ed ordine.

Insomma, in Slovenia ricordatevi di non mettervi i calzini bucati, vi beccheranno prima o poi.

E già che parliamo di curiosità e shock culturali, ne nomino un altro paio, che per me non sono stati così scioccanti ma per altri potrebbero esserlo:

- il pranzo? alle 11.30! In realtà si può mangiare dalle 11.30 alle 14 mi pare, e da come è incastrato il mio orario per la prima settimana mangerò verso mezzogiorno e addirittura un giorno all'1. Però considerando che la prima lezione a scuola è alle 7.40, è ovvia che a quell'ora i ragazzini hanno fame.
- e ciò mi porta a questa seconda curiosità: verso le 10 ci sono circa una ventina di minuti per fare merenda, che non consiste in 2 etti di pizza, 3 merendine del Mulino Bianco, un panino con la frittata, ma ... in frutta fresca! Ieri c'erano grossi vassoi di uva e susine per esempio. Ti credo che poi qua in giro non ho ancora visto nessun ragazzino ciccione.

Ieri parlavo di questo argomento proprio con la mia amica Jasmina, dopo aver visto sua figlia di 8 anni mangiare per merenda cocomero e pomodorini e prendere giusto due quadratini di cicciolata. Pomodorini a merenda!
E ripenso di nuovo ai Paesi dove ho vissuto e a cosa mangiano i nostri bambini:
merendine, biscotti, cose con tremila conservanti, cocacole, succhi di frutta iperzuccherati, yogurt con più coloranti che latte, patatine fritte. Ti credo che poi sono iperattivi, nervosi, aggressivi. Avranno il sangue così denso che ci si potrebbe fare il sanguinaccio!

Insomma, a livello di alimentazione e di ordine e pulizia degli spazi la Slovenia ci da una pistaaaaa!

E giusto per concludere in bellezza (del resto del primo giorno di scuola ho deciso di parlarne in un post a parte) vi lascio con un'altra foto.


Nella piazza del Mercato di Lubiana c'è questo bel distributore di ...
cocacola? noooooo! patatine crik-crok? acquaaaaa! succhi di frutta? fuocherello ...

Si tratta di un distributore di prodotti biologici, succhi, yogurt, biscotti, formaggio.
Accanto ce n'è un'altro di latte fresco. Basta portarsi la bottiglia appresso (o comprarne una) e comprare la quantità desiderata di latte.

Giuro che smetto di comprare schifezze e mi converto all'alimentazione slovena.

(Poi decisamente ci sono le eccezioni, come in ogni Paese - un paio di mattine fa, mentre gironzolavo verso le 9.30 di mattina ho visto un tipo scolarsi un mezzo litro di birra accompagnata da una bella salcicciotta unta)

Oggi a colazione: yougurt e biscotti integrali (mannaggia per il cappuccino liofilizzato, sennò sarebbe stato tutto perfetto!)

1.9.11

PRIMA LEZIONE DI SLOVENO --- con il professore signor OK! Da dimenticare!

Ieri pomeriggio, dato che ero libera, ho deciso di andare a una lezione di sloveno organizzata dall'ufficio del turismo di Ljubljana. Ho pure convinto Melanie (tedesca), Marissa (austriaca), Eva (francese) a venire e lì ci siamo ritrovati con un ragazzo portoghese, una ragazza brasiliana, un paio di inglesi, un'altra francese e un'americana che non conoscevo (e che non conoscevano fra loro).

Non mi aspettavo niente di speciale considerando che era gratis e che durava solo un'ora e mezza ...
ma non mi immaginavo che sarebbe stato così terribile.

Un breve resoconto:

il prof., giovane (sui 27-28 anni) aveva una faccia fra il morto di sonno con i postumi di una sbornia e l'apatico-depresso, dava l'mpressione di essere stato mandato lì per forza o per sostituire qualcuno che non c'era.
Vabbè, ho pensato, magari ha avuto una giornata lunga, magari ha appena mangiato un limone, o forse gli fanno male i piedi ... chissà, diamogli una possibilità.

In ogni caso, ci ha fatto scrivere i nomi su dei fogliettini, ci ha fatto registrare su un foglio (per ottenere info su futuri corsi di sloveno, speriamo non con lui) e poi ... non si è neppure presentato!

Ci ha appioppato 4 pagine fotocopiate di immagini minuscole con 4-5 righe accanto a ciascuna per prendere appunti ... insomma, la tipica stampa di un powerpoint! E infatti è proprio ciò che ci siamo beccati, un bel powerpoint, che però non funzionava bene. Il proiettore forse non era ben regolato e quindi tagliava una bella fetta della parte sinistra di ciascuna immagine.

Insomma, come dire, se la frase era:

Ciao, come stai?
Sto bene, grazie. E tu?

Si vedeva solo:

o, come stai?
ene, grazie. E tu?

Però il tipo, dopo aver guardato la lavagna un po' dubbioso per una decina di secondi, ha deciso di lasciarlo così. In fondo noi avevamo le micro-immagini stampate, perché pretendere di più.

Il secondo dato interessante è che i pennarelli che usava per scrivere su una minilavagna laterale erano quasi del tutto consumati, ma anche in questo caso il tipo non ha fatto una piega, per tutta la lezione ha scritto un po' trasparente se beccava il pennarello agli sgoccioli e un po' meno trasparente se al pennarello rimaneva qualche minuti di vita. Io fra l'altro non mi ero neppure portata gli occhiali.

Menomale che tutto ciò che ci ha spiegato io già lo avevo studiato a suo tempo e allora facevo scopiazzare dai miei appunti la mie compagne di banco. Insomma, sarà sembrata la saputella secchiona di turno.

Il tipo poi mi avrà odiato perché l'ho tartassato di domande.

Mi da fastidio che la gente pensi che fare il professore è un passeggiata, che basta parlare se uno è madrelingua, che non bisogna prepararsi, che è il lavoro più bello del mondo perché si hanno tante vacanze. Così tutti si improvvisano prof. e i risultati che ne escono fuori sono disastrosi, come ieri.

Ora non ce l'ho con il tipo, però a meno che davvero non fosse stato avvisato 10 minuti prima che avrebbe avuto questa lezione, cavoli, se la sarebbe pure potuta un po' preparare!

Capisco che è solo un'ora e mezza e che, certo, non ci può spiegare regole fonetiche o del fantomatico duale o dei casi, però se decide di accennarli, che lo faccia almeno in modo comprensibile.
Io amo la grammatica - e ammetto che mi resta tantissimo da imparare - però prima di andare a lezione, e chi mi conosce lo sa, guardo i materiali parola per parola, riga per riga, mi scrivo appunti, traduzioni, cerco cose extra, mi scervello per trovare qualcosa di simpatico, interessante, particolare da raccontare.

Certo non sempre vengono fuori lezioni perfette, non sempre il gruppo-classe si comporta come uno vorrebbe, però io ci metto tutto il mio impegno affinché le cose procedano spedite e la gente imparti qualcosa o perlomeno si diverta un po'!
E ovviamente non si nasce imparati, insomma, quando sono entrata in una classe per la prima volta o forse anche quando ho fatto ripetizioni per la prima volta, sarà stato un mini caos, però io la passione ce l'avevo e la mia faccia non era da baccalà fra l'arrabbiato e il suicidottero.

Questo tipo ci ha fatto ripetere una alfabeto di parole molto simili a quasi tutte le lingue dei presenti:

A - Avto : ok, è auto, macchina
B - Banana : più o meno tutti hanno studiato l'inglese, dunque che bisogno c'è?

e via dicendo ... forse serviva per i suoni e la fonetica, o almeno quella era l'intenzione di chi aveva preparato i materiali (non di certo lui), ma ci si sarebbero potute fare intorno mille attività, con flash card, con il powepoint stesso, e invece niente.

Inoltre questo povero prof. non per vocazione aveva un difettuccio un po' fastidioso:
dopo ogni parola diceva: ok?

banana, ok, significa banana, ok? Ok? Do you understand? Ok?

Avrà detto OK 2058478583001119759492674737 volte. Chissà se anche io ho una parola che ripeto in classe in modo da sfinire i miei alunni. BOH. (credo sia boh, quando insegno italiano).

In ogni caso, l'oretta e mezza passata in classe l'abbiamo dedicata a imparare qualche frasetta, con spiegazioni assolutamente assurde, a rispondere sempre nello stesso modo

COMESTAI?BENE!
COMESTAI?BENE!
COMESTAI?BENE!
COMESTAI?BENE!

a fare un gioco del telefono che il tipo non è riuscito a organizzare e che quindi è fallito dopo 3 tentativi, a guardarci un po' sconcertati, a chiacchierare fra noi ...

Se quello di ieri fosse stato il mio primo contatto con la lingua slovena non credo che mi avrebbe molto entusiasmato. Inoltre essendo organizzato dall'Ufficio del Turismo, mi sarei aspettata qualche informazione di carattere turistico, qualche curiosità, qualche consiglio su cose da vedere meno conosciute ecc.
Ma no, il tipo non vedeva l'ora di andarsene a casa. Forse aveva un'emicrania, forse era appena stato lasciato dalla sua ragazza, forse semplicemente per lui fare il professore è una cosa come un'altra, ma il suo sogno sarebbe fare il surfista. O lavorare alla pompe funebri.

Non lo so.

Tutto questo per dire che per insegnare una lingua bisogna amarla, ma amarla tutti i giorni con dedizione, volerla conoscere e scoprire anche se è la propria lingua madre, dedicarle tempo, scoprirne i segreti e le curiosità, e saperla presentare, e far amare.
E ciò significa metterla in relazione con la cultura, con la vita della gente, con le emozioni, le sensazioni, i modi di essere, di volere essere, di voler fare. Farla sentire viva, attiva, un tesoro alla pari di un monumento, o un quadro, o un'opera d'arte che si rinnova perennemente.
Una lingua bisogna rispettarla come un nonno, ma anche saperci giocare come con un bambino, per inventare realtà che sono a metà fra noi e l'altro. E poi arrivare a renderla parte di sé.

E non è mica facile. Se volete essere prof. e pretendete di prepararvi una lezione in 5 minuti, fate pure.
Si può fare, in fondo esistono appositi manuali guida del professore che indicano tutto passo passo, ma allora in quella lingua non metterete neppure un po' di voi.

Io sono sicura che chi ha studiato italiano con me quando mangia un gelato o un cornetto alla nutella mi pensa e si ricorda di me, e chi ha studiato inglese con me quando va in Scozia la vivrà in modo diverso perché la vedrà un po' con l'emozione dei miei occhi.

Io sono qua per partecipare a un programma di formazione iniziale di professori, perché anche se ho già insegnato, i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie sono un mondo a parte.
E ho tantissime cose da imparare ancora.
E che vi devo dire: non vedo l'ora!


31.8.11

INSONNIA SLOVENA

Stamattina mi sono svegliata alle 5.45 e incredibilmente non sono stanca, anche se ieri ero andata a dormire a mezzanotte e mi ero svegliata alle 6.
Insonnia mattutina? O forse l'aria pulita e piena di ossigeno che rende più attivi? Le belle biciclettate? Il fatto di non stare rinchiusa in casa o in ufficio?

In ogni caso, ora sono a casa in centro, sono venuta a portare un po' di roba, e a fare un po' di spesa approfittando della giornata libera; al supermercato Hofer (catena tedesca) ho perfino trovato un bel piumino per il letto a 15 euro, dunque anche il problema letto è quasi risolto - mi manca solo il cuscino. Da sabato a nanna a casa nuova!

Oggi pomeriggio vado a una minilezione di sloveno di un'oretta e mezza, giusto per rinfrescare la memoria e per incontrarmi con alcuni altri stranieri .... , e la prossima settimana comincio il corso di sloveno! 4 giorni a settimana, 3 ore al giorno, (dalle 17 alle 20) quindi le mie giornate saranno decisamente più occupate.


Non so se ci passa una metro invisibile sotto questo palazzo, perché ogni tanto vibra e mi ricorda il mio appartamento di Glasgow - molto simile a questo fra l'altro, con l'unica differenza che li ci vivevamo in 5 e qui in 2 e che il bagno qua non è di un metro quadrato (praticamente per sedersi sulla tazza toccava mettere i piedi nella vasca). A Glasgow sotto casa effettivamente ci passava la metro, qui cosa sarà???

In ogni caso i tremiti non mi danno fastidio, e neppure i cani che abbaiano - ma qui non ce ne sono, anzi ci sono perché ne ho appena visto uno dalla finestra, ma sono molto educati - e neppure il traffico - ma questa strada è anche più silenziosa dell'altra ...

i rumori che mi infastidiscono sono:

- la gente che urla; se urlano in lingua straniera no.
- la musica a palla o la musica in generale se non sono io che ho deciso di ascoltarla in quel momento
- la tv nella camera accanto alla mia (ma qua la tv è nella mia camera)
- la gente che parla al telefono nella camera accanto
- i rumori di sifoni, ventole, aria condizionata e uomini che russano come grizzly
- la gente sfaticata che parla da una stanza all'altra

Li ho scritti tutti in modo scaramantico, sperando che la fantomatica slovena che deve venire a vivere qua non ne produca nessuno! E che quelli del centro sociale aui davanti si comportino bene!

E ora mi metto a leggere i miei obblighi come comenius, domani devo organizzare con la tutor il piano d'attacco di settembre, devo essere informata. Le cuoche di scuola a loro volta sono state informate che è arrivata la vegetariana rompi, chissà che si mangerà da queste parti. Per ora ho pranzato-cenato fuori 3 volte, 1 al ristorante messicano e 2 in pizzeria! Vorrei provare qualcosa di sloveno vegetariano ...
invece fra un po' vado a preparare la pasta! Oggi mangio con Eva, la francese, e lei aveva voglia di pasta - viti del discount con sugo al basilico già pronto, da me non potete pretendere di più, per quanto riguarda la cucina la mia parte italiana non si è mai sviluppata, la mia specialità è aprire una scatoletta di mais, tostare due fette di pane, tagliare un pomodoro, aggiungere un po' di formaggio e mi posso ritenere soddisfatta!

PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Ieri è stato per me il primo giorno di scuola.

Non sapevo cosa aspettarmi, ma ero tranquilla o piuttosto intontita, essendomi svegliata alle 5.45.
Ebbene sì, qua la scuola apre alle 7.40, i prof devono essere lì verso le 7.20, dunque alle 7 è venuta a prendermi una collega che abita qua vicino, perché se avessi dovuto prendere il pullman o il treno mi sarei sicuramente persa.

La mia scuola si trova a


una cittadina/paesino a 25 km da Lubiana (in treno una mezzoretta, in macchina una ventina di minuti).
Però è come se fosse in aperta campagna. Al ritorno ho fatto l'esperimento di prendere il treno e questo è ciò che si vede dal finestrino


Tutte casette che sono un mix fra la baita di Heidi e la casa nella prateria, a parecchia distanza una dall'altra, campi di granturco, qualche animale sparso, qualche contadino nei campi, insomma, talmente rilassante che finirò per addormentarmi in treno una volta o l'altra.



E ora veniamo al mio luogo di lavoro (non ho foto, mi pareva di fare troppo la giapponese o la spia industriale a mettermi subito a fotografare tutto). La scuola è parecchio grande, ha annesso un megapadiglione sportivo (ripenso ai tempi in cui facevo educazione fisica io al liceo nello scantinato!), è su due piani, e accoglie le elementari e medie (in tutto 9 anni di scuola, a seguito della recente riforma scolastica). Non sono i professori a cambiare classe, ma i ragazzi, che vanno dall'aula di inglese, a quella di sloveno, a quella di scienze ecc.

La maggior parte delle maestre e professoresse sono donne, ci sono 7 uomini pare, ieri ne ho conosciuti due e ho conosciuto circa 20 donne, fra direttrice, segretarie, prof. e personale amministrativo. Ieri i bambini non c'erano, il primo giorno di scuola per loro è domani.

La mia tutor si chiama Polona, è stata in maternità praticamente negli ultimi due anni, e ora è di nuovo incinta quindi mi abbandonerà al mio destino a gennaio. Menomale che per me non è la prima esperienza all'estero, quindi non mi preoccupo più di tanto. Essendo mancata per due anni, ed essendo tornata al lavoro con orario ridotto, lei non sapeva che io arrivassi e credo di essergli stata affibbiata un po' tirando a sorte o perché in passato si era occupata di altri assistenti.

Sono stata a scuola solo un paio d'ore, perché credo che anche loro volessero vedermi prima di capire cosa farmi fare; il mio orario infatti mi verrà dato domani. In ogni caso sarà flessibile, perché dovrò lavorare con vari prof., su varie classi, non solo di inglese, ma anche per esempio di geografia, o storia, e magari economia domestica e perché no, educazione fisica.

Ieri è stato solo un tornado di informazioni a raffica, sugli alunni, sulle lezioni, sulle attività extra, su questo e su quello, domani spero riusciremo a concretizzare un po' di più.

In ordine sparso dunque:

- avevo richiesto di lavorare soprattutto con i ragazzi più grandi, per l'inglese, in vista di un possibile riconoscimento punti nelle graduatorie in Italia e probabilmente sarà così
- avevo richiesto di avere o il venerdì o il lunedì libero, e posso avere il venerdì!
- mi sono stati offerti dei corsi extra di italiano e anche spagnolo per vari gruppi di ragazzini interessati. Da quanto ho scoperto ieri, la scuola organizza varie attività extra anche dopo pranzo, per quei bambini i cui genitori sono impegnati con il lavoro; si tratta soprattutto di attività sportive, ma anche musica, lingue ecc.
- mi sono stati offerti anche dei corsi di italiano per l'università della terza età, che ha una sede distaccata a Grosuplje.
- potrò mangiare a scuola gratis, regalo della direttrice dopo aver scoperto il misero stipendio che riceviamo come Comenius. Stiamo però verificando se l'opzione vegetariana sia effettivamente vegetariana o no. Insomma, non mi va bene che semplicemente levino i pezzi di carne da ciò che mangio!
- la maggior parte dei prof. non parla inglese, o forse ieri erano troppo timidi per parlarlo. In ogni caso è mio dovere e desiderio imparare lo sloveno al più presto, quindi ieri sono subito corsa a segnarmi a un corso!
- non so ancora se qualcuno potrà darmi un passaggio per arrivare a scuola dalla prossima settimana, vedremo. Sennò credo che dovrò prendere il treno delle 6.30!
- a scuola nella sale professori c'è anche la cucina e un armadio dove tenere le ciabatte.
- il look dei professori è molto casual, menomale!


E ora a livello lavorativo:

a seguito delle mie esperienze, ho sempre pensato che:
- i prof. italiani sono i più arrabbiati, vista la situazione perennemente precaria in Italia;
- i prof. spagnoli (anche se le cose stanno cambiando) mi sembrano i più tranquilli e quelli con davvero più vacanze
- i prof. scozzesi i più formali e cerimoniosi, e i più severi con i ragazzi
- e i prof. sloveni?

Ieri correvano tutti come trottole, la direttrice aveva riunioni con tutti, c'erano già dei genitori in attesa di poter fare domande, e più che appena tornati dalle vacanze la maggior parte di loro mi sembrava reduce da un anno intero di scuola. Insomma. oberati di lavoro già da prima di cominciare.

La tutor mi ha spiegato che qui i genitori insoddisfatti mandano spesso ispezioni del Ministero dell'Istruzione. Dunque tutto ciò che si fa deve essere registrato, scritto, documentato, in caso di doverlo consegnare a un ispettore. Ci sono infinite riunioni e si organizzano tantissime attività extra, mi sono stati indicati a scuola i posti dove nascondermi per sfuggire ai bambini e al caos/rumore (sala prof., biblioteca ...) e chissà , forse anche dagli altri prof. Secondo la tutor a volte l'ambiente si surriscalda, non tutti vanno d'accordo, insomma, ne vedremo delle belle!

Tutti sono presi da mille progetti, e soprattutto alla mia età tutti hanno già 2-3-4 figli!

Insomma, questa è la prima impressione attrraverso gli occhi di Polona, ma forse è solo perché la mia tutor era in maternità e quindi ora non è abituata a questo ritmo, ed è pure costretta a fare da babysitter a me!

Insomma, ieri primo giorno di pseudolavoro e oggi primo giorno di vacanza. I prof. avevano riunioni e simili e per me sarebbe stato inutile esserci! Riandrò a scuola domani, che è il giorno di accoglienza dei piccoli della prima elementare (magari nascosta fra i genitori riesco a fare qualche foto e mi chiedo: ci saranno urla, pianti, voglio la mia mammaaaaaaaaaaaaaaa?). Spero di avere almeno l'orario del mese di settembre per organizzarmi.

Non so se sono sembrata negativa in ciò che ho scritto, in realtà io son entusiasta, voglio cominciare, scoprire, capire, imparare qualcosa di nuovo. Mi piacerebbe collaborare in attività varie - tipo a settembre si festeggia il giorno delle lingue a scuola, forse andrò con il mio Scottish Outfit - e sfruttare questa esperienze ora che ne capisco qualcosa in più. Anche se da una parte penso che la mia ingenuità ai tempi della Scozia mi aiutava a preparare attività più spontanee e magari anche sorprendenti.

Beh, il ghiaccio è rotto, il resto si vedrà via via!

30.8.11

CASA, DOLCE CASA


Ed ecco, a grande richiesta, le foto del nuovo appartamento!

Non ho ancora conosciuto la slovena che vivrà con me, dovrebbe arrivare questo fine settimana, quando in realtà mi trasferirò definitivamente anche io. Per ora non ho ancora dormito lì, ci ho portato solo quasi tutte le mie cose. Quindi le foto non sono ovviamente la versione definitiva, ma solo un primo approccio disordinanto!

Cominciate a fare le prenotazioni per venirmi a trovare!


Il portone del palazzo e i due piani di scale che mi dovrò fare a piedi ogni giorno (nei palazzi vecchi / in centro gli ascensori non ci sono). Dalla piazza principale di Lubiana sono 5 minuti a piedi. Dal supermercato più vicino 6, dalla stazione dei treni/pullman forse 10.


Avrei dovuto magari aprire la finestra prima di fare le foto, che sono venute un po' buie!
Come vedete c'è un letto, ma anche un divanno che si apre e diventa letto matrimoniale.
E anche una specie di camino che all'inizio mi sembrava una colonna kitsch.



Il water è in un'altra stanzetta, e ... non c'è il bidet! Tragedia per la mia me italiana.
Credo che solo gli italiani potranno capirmi,
viviamo con ansia l'assenza di bidet e entriamo furtivi nei supermercati alla ricerca di saponi intimi decenti!
Mi comprerò una brocca e un catino!
A me, come italiana che non sono tanto, non manca il caffè espresso, non mi manca la pasta, non mi manca nessun genere alimentare o di uso quotidiano, ma 'sta storia del bidet inesistente è davvero una rottura!



Cucina nuova in cui stranamente c'è la lavastoviglie, però il frigo è minuscolo (la metà di un frigo normale)! Dove metterò tutti i miei yogurt? Forse è un segno che devo diventare vegana?

Abbiamo anche la dispensa (porta sulla destra!) - in questo momento è abitata da un bel po' di ragnetti dato che la casa è stata chiusa da giugno.



C'è anche un bel terrazzino dove sedersi la mattina alle 6 e congelarsi ... affaccia su un giardinetto molto tranquillo. (si spera)

E dalla finestra della stanza vedo ... un bel centro sociale occupato da squatters! Come si comporteranno il fine settimana?

Insomma, che dire, passo da una casa ultramoderna popolata da cani, gatti e vari altri animali e un po' isolata, al centro centrissimo di Lubiana, appartamento dai soffitti alti e mobili scompagnati.
Speriamo bene! E speriamo davvero che la slovena sia una persona normale; è la prima volta che vado a vivere con qualcuno senza averci neppure parlato prima.

Ora questo fine settimana mi sistemerò, ma comunque la mia stanza rimarrà spoglia; ho portato poche cose e come ho già detto non ho intenzione di comprare nulla di futile o inutile al semplice scopo di decorarla ...
mi comprerò solo cose davvero necessarie, tipo un cuscino e una coperta che non ci sono!

Insomma, vi aspetto!

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PS: a quelli che finiscono su questo blog per caso, alla disperata ricerca di una casa a Lubiana,
ecco i consigli che vi do:

- inutile pensare di trovare qualcosa se non siete qui, a meno che non vogliate prendere a scatola chiusa qualcosa senza vederla, ma è un po' rischioso, perché qui ci sono appartamenti vecchi e bisogna controllare che ci siano finestre doppie e riscaldamento se si viene in inverno.
- non ci sono molte pagine per cercare case/stanze qui, io davo un'occhiata su http://www.realestate-slovenia.info/nepremicnine.html per farmi un'idea dei prezzi ecc. Se vi affidate a un'agenzia vi faranno pagare due o tre mesi di affitto in più come provvigione.
- ieri all'università ho visto vari cartelli di ricerca coinquilini o stanze, ma sono tutti in sloveno. Date un'occhiata alla parole più tipiche per cercare casa o portatevi appresso un piccolo dizionario.
- come ho già detto altrove, a meno che una persona non decida di affittarsi un appartamento intero e poi cercare da sé i coinquilini, normalmente è il padrone di casa che li cerca, quindi non sarete voi a decidere con chi vivrete.
- i prezzi per gli stranieri potrebbero essere gonfiati, se potete fatevi accompagnare da qualche amico o conoscente sloveno.
- gli autobus funzionano benissimo, quindi se non vi dispiace vivere un po' fuori del centro (tipo a Bezigrad dove mi trovo io ora) i prezzi saranno decisamente più bassi.
- ho visto offerte di stanze con prezzi variabili fra i 100 e i 400 euro.
- calcolate che in inverno le spese per l'elettricità possono essere parecchio elevate se il riscaldamento della casa è elettrico.
- tutti i posti che ho visto avevano già internet, se ne incarica direttamente il proprietario la maggior parte dei casi.
- come ovunque nel mondo, se dite che rimanete solo 4-5 mesi sarà più difficile trovare casa.
- se arrivate a fine agosto-inizi settembre date un'occhiata alle stanze che si affittano magari per solo 2-3 settimane, sono più economiche di un hotel/ostello e si può usare la cucina. Inoltre non bisogna condividere la stanza con nessuno. A me avere questa stanza a Bezigrad per due settimane è costato 180e per 15 giorni, tutto compreso (ovviamente non la colazione, ma gli asciugamani, le lenzuola e la coperta e tutti gli utensili della cucina sì). Io mi sono trovata bene così, perché avevo la tranquillità di poter fare le cose con calma. Magari è un po' più costoso di un ostello, ma ho risparmiato potendo mangiare tranquillamente a casa.

Se mi venisse in mente altro, lo aggiungerò qui!

29.8.11

HABEMUS CASAM

Dopo due giorni di silenzio stampa, dire incrociate e preghiere a tutti i santi e divinità, infine ho una casa!

Questo è l'ultimo post in cui parlerò di questo argomento ormai risolto, a partire da domani comincia la scuola e quella sarà la mia nuova preoccupazione!

Insomma, è fatta!

Ho passato gli ultimi due giorni a cercare di non pensare, a non farmi venire mal di testa, a girare un po' senza metà per la città



a leggere, dormire, scrivere libri mentali*, mangiare yogurt, bere cappuccino e tè al melone, fare il punto della situazione.


Ora di case ne ho addirittura due, perché quella che avete visto in foto l'ho pagata fino al 5 settembre e nell'altra sono entrata oggi, dunque dato che una è in centro e una in periferia posso addirittura permettermi di scegliere dove dormire!

Voglio una notte tranquilla, allietata dai rumorini dei gremilins in giardino e dal russare del padrone di casa che vive a parete con me? E allora me ne vado in campagna!
Voglio una serata movimentata dal viavai della gente che vive nell'edificio squat che ho davanti alla nuova casa polverosa? E allora dormo in centro.

Insomma, per 7 giorni potrò sentirmi una riccona che vaga fra le sue varie dimore.

In realtà penso che rimarrò in campagna fino al fine settimana perché mi pare che qui può venire a prendermi una collega per andare al lavoro (domani ci vediamo alle 7 di mattina!) e anche perché per i prossimi giorni nella mia casa di città, che già condivido con una ragazza slovena che non ho ancora conosciuto, condividerò la stanza con una ragazza francese con cui stavo cercando casa da un po' di giorni e avrebbe  voluto la stanza che alla fine ha preso la slovena. Così dividiamo le spese fino a che lei non trova una sistemazione permanente.

La francese quindi dormirà con me, dato che la mia stanza è doppia, anzi tripla!
Non la descrivo perché comunque pubblicherò le foto quando avrò un po' sistemato la stanza ... che è di circa 25 metri quadri, e quindi potrà ospitare chiunque voglia venire a trovarmi.
Chi viene?

Questa era la casa che volevo dall'inizio, da circa un mese e più, e diciamo che con un po' di furbizia sono riuscita ad ottenerla. Lunga storia assurda che mi ha dato un idea per un nuovo libro intitolato:

le mille e una bugia

(in inglese suona meglio: a thousand and one lies)

Ci pensate quante piccole bugie si dicono al giorno?
Dalle più banali alle più eclatanti ... a me piace inventare storie, non necessariamente bugie, diciamo che creo realtà immaginarie o parallele che finiscono per essere vere come la realtà che chiamiamo tangibile ... in fondo perché non ci possono essere altri mondi, altri noi, frutto di ciò che immaginiamo potrebbe essere?

E allora mi era venuto in mente di fare una lista delle mie bugiotte quotidiane, ma so che prendendone coscienza in questo modo non sarebbe più naturale, non funzionerebbe.
Forse allora mi farò raccontare una bugia da ogni persona nuova che incontro, non nel senso che mentano a me, ma che mi rivelino una menzogna del loro passato, grande o piccola che sia.

E ora un po' di dati sparsi su ciò che sto scoprendo sulla Slovenia:

- ho già detto che i postini vanno in bici? In ogni caso, parlando di bici, stamattina c'era più traffico sulla pista ciclabile che per strada
- ci si leva le scarpe quando si entra in casa; io questo già lo sapevo, ma così ora lo sapete anche voi, se venite a trovarmi portatevi delle ciabattine
- al ristorante si può chiedere l'acqua del rubinetto, che è gratis; ovviamente ai turisti portano solo acqua imbottigliata, che invece costa parecchio! Però non ho ancora scoperto come si dice acqua del rubinetto, vi farò sapere.
- non bisogna andare contromano sulla pista ciclabile, posso multarvi. L'altro giorno ho visto una signora cinquantenne contomano litigare di brutto con un signore settantenne proprio per questo fatto. L'unica cosa che ho capito è che si insultavano dicendo: cretin - e tante altre belle cose.
- tutti aspettano che il semaforo sia verde per attraversare
- gli autobus passano strapuntuallissimi; alla fermanta di ogni autobus c'è scritto quando passeranno i prossimi due di ogni linea

27.8.11

PIOVE

In realtà ora ha smesso, ma circa un'ora fa ne è venuta giù tanta, i Gremilins in giardino sono diventati più nervosi che mai e io ho pensato che tutte le volte che mi trasferisco in un nuovo Paese il primo fine settimana piove!

Pioveva a Murcia quando ci sono andata in Erasmus e chi se lo aspettava dato che lì non piove mai.
Pioveva a Glasgow, ma lì è pane quotidiano, però non mi aspettavo di dover tornare a casa di corsa con persino le mutande fradice.
Pioveva negli USA e guardavo dalla finestra gli studenti arrivare al campus accompagnati dai genitori, con i supermacchinoni carichi di tutto di più e mi prendeva un attimo di tristezza a pensare di essere in quel posto sperduto e solitario, poi rivelatosi tuttaltro
E mi pare abbia piovuto su di me anche a Valencia, ad Albacete, a Granada, obbligandomi a richiudermi in casa e a fare il punto della situazione.


E ogni tanto ci vuole, fermarsi un attimo e respirare quest'aria nuova (pulita), starsene un po' per conto proprio in tranquillità e magari leggere, onorando la mia promessa.

Oggi non dico di più, c'è il tema alloggio ancora in ballo che non mi fa concentrare su altro e allora mi dedico un po' a finire il libro comprato in aeroporto prima di partire.


Cosa fareste voi se, di colpo, vi ritrovaste nudi e sperduti in un anno del vostro passato o del vostro futuro?

Cosa fareste voi se foste innamorati di una persona così, che può sparire da un momento all'altro, e che è apparsa nel vostro passato catapultata dal suo futuro? Per poi apparite di nuovo nel vostro e suo presente, per incontrarsi con voi che già lo conoscete da anni?