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4.10.11

IMPROVVISAZIONE E LA MAGIA DEL POWERPOINT

L'ho detto che fino a una settimana fa non sapevo usare il powerpoint?

Nel giro di sette giorni ne ho preparati una decina. Mi sto per accingere a prepararne uno su Pinocchio.
In questi giorni si celebra nella mia scuola la festa del libro e la V elementare di Majda avrà come premio me e la storia del bugiardello! E anche la canzone che i lettori italiani della mia età ricorderanno:

Naso di legno, cuore di stagno, burattinoooo, quando diventerai, un bimbo come noi?

Sarà per il fascino della novità - anche se sono qua da più di un mese - ,
sarà che faccio ridere quando cerco di parlare sloveno (chiedetelo a quelli di IV che oggi cercavano di insegnarmi a dire gomma da cancellare, righello & company, una tragedia!),
sarà che ho alle spalle 3 anni alla English Summer School (scuola primaverile-estiva dove ero prof. di inglese, di sport vari, animatrice delle attività ludiche e responsabile della sala da pranzo,o della piscina!)
sarà che spesso mi scordo di dare i compiti per casa
sarà questo e sarà quello

per tutto ciò, ai ragazzini - specie i più piccoli - vengo promessa come un regalo!

E così domani Pinocchiamo!

Questa volta avrò tempo di preparare qualcosina, anche se non si sa mai, domani potrebbe succedere di tutto!

Di solito la mia tutor mi manda il programma di lavoro di due setttimane. Lo ricevo il sabato o la domenica.
Per essere più organizzata ho deciso di stamparmi io delle pratiche tabelle e copiare l'orario con tutti i codici dei prof., delle aule, dei gruppi (che nel mio cervello sono ancora un gran casino!).

Ok, bene, tutto organizzato. Dunque posso preparare le attività e lezioni varie.

Poi succede che una prof. mi chiede se posso presentare dei consigli di viaggio - che avevo preparato per la settimana scorsa - e menomale che mi porto sempre il disco rigido appresso.
Non c'è problema. Sono sempre pronta a raccontare scemenze.
Anche davanti a un pubblico di adolescenti, 50 per l'esattezza. Che mi guardano anche un po' estrerrefatti.

Però poi ci penso e mi ricordo al liceo, quando ogni tanto ci mandavano un supplente un po' diverso dal solito, ed era come vedere un'altra realtà, abituati com'eravamo allo stile, voce, tono ecc. dei nostri soliti prof. Magari chissà, anche io risveglio l'animo sopito di qualcuno, che fra 10 anni quando andrà in Erasmus, o in Comenius o in Intergallaticus si ricorderà di me, e di quel giorno in III media che gli si era accesa una mezza scintilla. Lo spero.

E poi succede che mentre cammino tranquilla in corridoio con la tutor per andare con lei a lezione,  per la quale ho preparato un bellissimo powerpoint con foto sceme per far ridere un po' i ragazzini mentre imparano I like reading, I like sports, I like art ecc., un'altra prof. richiede la mia presenza, perché lei con parte della sua classe deve andare alle ore sportive o qualcosa del genere, e la prof. di inglese è malata, e io mi ritrovo catapultata in IV, da sola, a disegnare alla lavagna in un classe di bambini furetti che quando gli dico:

fatemi vedere le vostre sedie!

le sollevano in aria e meno male che non ci scappa nessun ferito!

Insomma, io che mi scrivevo le lezioni minuto per minuto, sono di colpo diventata il saltimbanco scolastico e devo dire che la cosa non mi dispiace, tocca pensare in fretta, far frullare il cervellino, capirsi con questi ragazzini con il mio misero sloveno da 4 soldi, o meglio da 4 parole.



Questo non significa certo che fare il prof. si basa sulla costante improvvisazione, al contrario, significa avere una valigia di Mary Poppins nella testa, piena di  un sacco di contenuti, attività e idee, canzoni e compagnia bella, ed essere pronti ad adattare il tutto a qualsiasi situazione nel giro di due minuti.

E anche prepararsi attività jolly da potere usare in caso di emergenza.
E qualche power-point divertente e che serva pure a stimolare le competenze interculturali di questi ragazzini, che sia una finestra su un mondo diverso (il mio) che li faccia riflettere sul loro universo personale.

E con questa profonda riflessione vi lascio perché Pinocchio mi aspetta, e non ho ancora deciso bene cosa fare e mi frullano le idee nella zucca e devo acchiapparne qualcuna prima che scappi via!

Buon lavoro a tutti i prof. in ascolto!

E in particolar modo a tutti i miei cari Comenius, per cui non sempre le cose sono facili e che spesso si scontrano con situazioni complicate, che mettono alla prova la loro pazienza, forza di volontà e carattere!

Ragazzi/e, non vi perdete d'animo!

Che poi arriverà quel giorno (per me ce ne sono stati già parecchi) in cui i ragazzini verranno a salutarvi, in cui grideranno il vostro nome per strada per attirare la vostra attenzione, in cui chiederanno di avervi come accompagnatori in gita, in cui si siederanno a un tavolo vicino al vostro a mensa e vi divertirete a farvi le linguacce, in cui un'adolescente vi insegnerà a usara il powerpoint e voi la ringrazierete e all'improvviso le brilleranno gli occhi e si sentirà importante e avrete un po' cambiato la sua vita di ragazzina timida, in cui tutta la scuola assisterà a un'evento che voi avete preparato e sarà un successone!

Tenete duro!

1.10.11

WELCOME TO SCOTLAND

Che migliore maniera di festeggiare il mio primo mese a scuola se non quella di organizzare una bella giornata scozzese? L'avevo preannunciata qualche giorno fa e finalmente è arrivata!

Alle 7 di mattina mi sono vestita di tutto punto, con mini-kilt. jacobite shirt (la camicia), sporran (la borsetta), flashes (i reggicalze!), hose (le calzette) e sgian dubh (il coltello infilato nel calzino) e ho percorso la solita strada per andare all'appuntamento con Jamie, lo scozzese, e con Marjetka, che ci avrebbe portati a scuola!

Potete immaginarvi le facce della gente!
Le più belle sono state quelle dei passanti all'incrocio dove io e Jamie avevamo appuntamento. Quelli che passando in bici avevano già visto lui che scendeva lungo la strada con il suo kilt, e che di botto si sono ritrovati di fronte me. Una quasi si scapicolla dalla bici!

E potete immaginarvi le espressioni dei ragazzini a scuola!
E anche dei prof. e delle prof. per dircela tutta.
La giornata è stata lunga ed intensissima.
Praticamente eravamo come il Re e la Regina, o il Presidente e la First Lady, abbiamo girato per 10 classi diverse (in 5 ore, corri di qua, corri di là), di tutte le età (i più entusiasti i bimbi piccoli e le ragazzine adolescenti!), risposto a domande varie della serie:

- Jamie, porti qualcosa sotto il kilt?
- Cecilia, perché porti un coltello nel calzino?
- Jamie e Cecilia, siete sposati?

e durante la ricreazione infine abbiamo ballato!

Menomale che mi ero messa d'accordo con le ragazzine della squadra di ballo della scuola, e poi incredibilmente abbiamo convinto parecchi altri volontari a unirsi a noi.
Alla fine di ballo ne abbiamo fatto un solo -  però davanti a tutti i 500 ragazzini della scuola!
Io comunque mi ero preparata e portavo dei pantaloncini corti sotto il mini-kilt, perché zompa di qua, zompa di là, il kilt svolazzava da tutte le parti!


Delle 4 giornate dedicate alle lingue straniere, quella dedicata alla Scozia è stata ovviamente quella che ha avuto più successo! Dovrei davvero cominciare a farmi pagare dall'ente del turismo scozzese per quest'opera di diffusione della cultura scozzese!




Alla fine la scuola ci ha omaggiati con un bel pranzetto e con 2 ceste di regali culinari:
pane fatto in casa, marmellata, miele, dolcetti, salcicce (ed altri regalini da parte della preside) per Jamie che non è vegetariano.




Sono proprio soddisfatta dell'esito della giornata e sempre più convinta del fatto che gli Scozzesi sono le persone più disponibili e gentili del mondo! Jamie, armato di santa pazienza, ha risposto alle stesse domande parecchie volte, è stato simpaticissimo con i ragazzini, con le prof., e dopo 5 ore di giri senza tregua mi ha addirittura chiesto: abbiamo finito? - in tono sorpreso. Lui avrebbe pure continuato!

Le ragazzine del giornale della scuola (quelle che intervisteranno me lunedì) avevano gli occhi che brillavano perché volevano intervistare anche lui, siamo stati invitati ufficialmente al ballo della III media (anno 9), e insomma, forse questa non sarà l'ultima visita di Jamie a scuola!

Grazie Jamie e grazie a tutti quelli che hanno contribuito a rendere l'anniversario del mio primo mese a scuola davvero speciale!

27.9.11

IN GITA CON LA II ELEMENTARE

L'ho detto e ridetto. Gli sloveni sono davvero sportivi. Loro non se ne rendono neppure conto.

Giusto per gradire 4-5 giorni all'anno a scuola vengono organizzate delle giornate dello sport e aria aperta.
I grandi vengono portati nel bosco e devono fare vari percorsi e orientarsi ecc.
I piccoletti però non sono da meno.
Ed è così che mi hanno coinvolto nella gita a Madgalenska Gora.

A sentire il nome io all'inizio pensavo andassimo a visitare una chiesa. La chiesa effettivamente c'è, ma sta in cima a una bella collinetta.



Oggi in un'altra classe ho detto che ero stata in montagna. Poi ho detto che era a Magdalenska gora. Praticamente mi hanno riso in faccia. Per uno sloveno le montagne credo siano solo quelle che superano gli 8000m.

Vabbè, lo riconosco, era una collina. Non mi è neppure venuto il fiatone che quasi mi stronca quando ho risalito la collina del castello di Bled. Mi starò trasformando anche io? Starò diventando un po' ginnica?

Con i miei compagni di II mi sono molto divertita. Mi hanno fatto 3000 domande (e io ne ho capite una decina, ma loro non si perdono d'animo), mi hanno fatto parlare in tutte le lingue che so, mi hanno tenuta per mano, insomma, ormai sono proprio integrata!

Menomale che a me non è toccata la parte 'sportiva' della giornata. La passeggiata/scalata infatti era solo per gradire. Poi è arrivato il divertimento vero e proprio. Praticamente due ore di varie attività di corsa a squadre: staffetta, staffetta su una gamba sola, staffetta all'indietro, staffetta portando un compagno in braccio, acchiapparella e simili.
Nessuno si è tirato indietro. Nessuno ha fatto finta di avere un'improvviso mal di pancia. Nessuno si è messo a piangere. Neppure Vesna (la bimba che mi ha tenuto la mano per tutta la passeggiata di ritorno) che ha un problema alla colonna vertebrale e deve portare il busto. Neppure un altro ragazzino che ha un problema alla vescica e deve portare ancora il pannolino. Niente sconti per loro, niente trattamenti di favore.

E che vi devo dire? Secondo me è un bene. E se non ne siete convinti, beh, guardate le foto!






25.9.11

ALTRO CHE TANGO!

Tutti quelli che mi conoscono lo sanno.

C'è un Paese che amo più di tutti, più della Slovenia, e decisamente più delle due repubbliche delle banane in cui ho vissuto più a lungo (Italia e Spagna) : la Scozia.

L'ho scoperta tardi, e non me ne sono innamorata subito, anzi l'ho odiata anche un po' la Scozia, poi l'ho cominciata a capire e a rendermi conto che, con il passare del tempo, è diventata sempre di più una parte di me, e che vorrei tornarci a vivere, prima o poi.

Perciò per quest'anno ero un po' preoccupata.
Io in Scozia ci vado ogni volta che sono libera. Ci vado io, ci porto chiunque mi dica di sì e ci mando quelli che mi chiedono consigli su dove andare a studiare l'inglese. Non batto ciglio: a Glasgow.
E ora che sono qua in Slovenia non è facile arrivarci. Dalla Spagna ci sono voli diretti a tutto spiano, da qui no e poi ci sono anche altri viaggi che vorrei fare e allora forse non tornerò in Scozia per mesi.

Però fortunatamente ho trovato un po' di Scozia qua.
E non parlo dei biscotti al burro e della birra Tennents (i primi li vendono al supermercato, la seconda non l'ho vista in giro, ma anche la birra slovena non è male).

Insomma, anche in questo caso è stato grazie a facebook.
Sbirciavo le foto degli erasmus divisi per nazionalità ed eccolo, improvvisamente, uno scozzese in kilt!
Non c'era però un nome o un appiglio per sapere chi fosse. Ma io dovrei essere ingaggiata dall'FBI. Nessuno mi può sfuggire. Trovo anche chi non si vuole far trovare!

E così l'ho rintracciato, Jamie, e l'ho convinto in quattro e quattro otto a partecipare alla giornata che la mia scuola, su mio suggerimento, dedicherà alla Scozia venerdì prossimo.

E non finisce qui.

Ho anche deciso, in un impeto di pura follia, che io e lui balleremo dei tipici balli scozzesi, entrambi vestiti di tutto punto, davanti a tutta la scuola. L'unico dettaglio insignificante è che io questi balli non li ho mai imparati.
E che sono decisamente negata. Mi manca la grazia e la coordinazione.
Io da piccola facevo karate, sono leggiadra come un elefante con una zampa rotta e un po' miope.

Nonostante tutto ho deciso di tentare. E oggi pomeriggio con Jamie abbiamo fatto le prove.
Come scusa potrei dire che la mia stanza è piccola come sala da ballo e sbattevamo da tutte le parti.
O che ero troppo contenta di risentire una voce familiarmente scozzese dopo mesi di altri accenti.
Ma diciamoci la verità: sono un disastro.

Però mi sono divertita. Ora dubito di ricordarmi i passi dei 4 balli che abbiamo provato. Ho un gran miscuglio in testa di destra-sinistra, uno, due, tre, quattro, piroetta, saltello, giravolta, avanti e indietro.
Però mi sono resa conto di una cosa.

Gli uomini scozzesi sfruttano ben poco questo loro talento.
Altro che tango raga'.
Secondo lo stereotipo sono gli italiani i più romantici, e gli spagnoli i più machos, gli argentini i più sexy.

Ballate allora con uno scozzese.

Anche se come me non sapete ballare.
Anche se rischiate di acciaccargli i piedi ogni due secondi.
Anche se invece di andare a destra andate a sinistra.
Anche se quando fate i saltelli dovete aggrapparvi a lui come se fosse Superman.

Ma provateci.

E poi mi raccontate.

(Per aggiornamenti sulla Giornata Scozzese vi toccherà aspettare sabato prossimo)

24.9.11

FIGURACCE

Arrivata alla figuraccia numero TRE ho deciso di scriverle.

Sicuramente ne avrò fatte altre, ma la mia memoria qua ha deciso di andarsene in vacanza, dunque prima di scordarmi anche di queste tre, ve le racconto e vi fate due risate.

1) L'altro giorno suonano alla porta. Di solito ricevo solo visite di Eva - la mia vicina - o di qualcuno che ho invitato. Ho appuntamento con Eva dopo mezzora dunque penso sia lei che è in anticipo o che vuole dirmi qualcosa. Apro spavalda, urlando un: I am cominggggggggggggggggggggggg.

Eva non è. Si tratta invece di un tipo rubicondo, sulla quarantacinquina, con i capelli lunghi spettinati, barbetta, molto scaciato - jeans bragaloni, infradito, maglietta nera scolorita di un gruppo musicale. Gli manca solo uno spinello in bocca. Mi ricorda Gongolo dei sette nani. Solo più alto e più hippy.
Accompagnato però da un altro tipo occhialuto, estremamente serio. Che mi ricorda invece Basil, l'investigatopo.


                 


Hanno dei fogli in mano.
Quasi gli sbotto a ridere in faccia. Penso che abbiano sbagliato casa.
O MAGARI SONO DELL'UFFICIO IMMIGRAZIONE.

Ne razumen slovensko. Dico. E ridacchio come una scema.
Poi dato che due frasi in croce le so mettere, gli dico che parlo inglese, italiano, spagnolo.
E in inglese gli dico che probabilmente hanno suonato alla porta sbagliata.

E lui mi dice: no, no, non abbiamo sbagliato casa. Sono il tuo padrone di casa!

Ora, a me Eva aveva detto che il padrone di casa era un LEI, non un lui barbuto.
E glielo dico. Credevo che il padrone di casa fosse una donna.

E lui ridacchiando mi dice: no, per ora sono ancora un uomo. Ma non si sa mai.

Insomma era venuto con il suo amico fabbro a mettere serrature alle varie porte.
Perché qua non ci sono le chiavi neppure in bagno.
Poi mi ha pure aggiustato il lampadario della stanza, mi ha chiesto se andava tutto bene e mi ha detto che torneranno per 'sta storia delle chiavi.

Il tutto ridacchiando sotto i baffi.

2) Ieri sono andata a una festa erasmus. Non era nei miei piani.
Ero uscita con Eva, una ragazza polacca, una croata e un tipo olandese per una birretta tranquilla qui in centro. Però l'olandesino fremeva per andare a questa festa. E dato che una delle due tipe viveva proprio nella stessa casa dello studente dove si sarebbe svolta abbiamo deciso di farci un salto.

Ora, io da prima di arrivare a Lubiana, ho conosciuto su facebook varie persone che successivamente sarebbe anche loro arrivate da queste parti. Ho fatto un po' da consigliera virtuale di alcuni/e riguardo a storie della casa, dei trasporti ecc. Però poi certe persone non le ho ancora conosciute.

Dunque avevo mandato un messaggio ad uno degli spagnoli e mi aveva detto che mi avrebbe avvertito se facevano qualcosa. E alla fine anche loro andavano a quella festa. Ho deciso di andarci per salutarli e conoscerli.
Arrivati alla festa vedo tutti gli spagnoli in gruppone. Le loro facce mi sono tutte familiari perché ho sbirciato le loro foto di un viaggio in Croazia. E di colpo non mi ricordo più con chi di loro ho parlato, con chi di loro mi sono messa d'accordo per vedermi alla festa.

Così decido di adottare la strategia dell'attesa: se il tipo mi vede, verrà a salutarmi, no?
Ma invece no, gli spagnoli sono tutti impegnati ad assistere a come i turchi (che hanno organizzato la festa) preparano la loro bevanda tradizionale. Uno di 'sti turchi poi accende e spegne la luce ogni 2 minuti.
Insomma, chiacchiero con qualcun altro e poi decido di andare a salutare il fantomatico spagnolo.
Opto per un vago e generale: voi siete gli spagnoli vero?
Otto paia di occhi mi fissano.
E io mi rivolgo più direttamente a uno di loro, convintissima di aver parlato con lui su facebook.
Il tipo mi guarda sorpreso, della serie: ma chi sei?
E nel frattempo a fianco a lui un altro ridacchia!

Ho sbagliato persona.

Mi sono presentata alla spagnolo sbagliato.
Menomale che non si formalizzano e alla fine mi si presentano tutti.
E quello con cui originariamente ero rimasta d'accordo continua a ridacchiare.
Mi dice che mi aveva vista arrivare e che aveva aspettato per vedere se lo riconoscevo.

Le foto di facebook non aiutano, soprattutto se in quelle foto ci sono altre 20 persone che poi ti ritrovi tutte insieme nella vita reale.

3) Lo sloveno ha il duale. Questo significa che per dire:
noi due andiamo si usa il verbo GREVA, mentre per noi tre (4, 5, 6, 10 milioni) andiamo il verbo è GREMO.
Stessa storia per voi due, loro due, voi tre, loro tre (4, 5, 6, 10 milioni). Con le opportune varianti al femminile per i pronomi.
Un gran casino.
Insomma, qualche giorno fa stiamo scrivendo io e Mathieu una composizione in sloveno sul nostro prof., così per scherzo, per fare pratica con i verbi in modo creativo.
Una serie infinita di scemenze in cui il nostro prof. è vittima di una fidanzata che lo ignora e che ogni giorno della settimana esce con un tipo diverso.

E a un certo punto io voglio dire che la fidanzata del prof. bacia un altro tipo.
Duale. Però mi sbaglio e uso il verbo in plurale normale.
Poi me ne accorgo e sto cercando di spiegare a Mathieu che voglio usare il verbo per loro due e non per loro tre. Che non è un triangolo amoroso, ma semplicemente un povero prof. cornificato dalla fidanzata con uno spogliarellista italiano.

Cerco di spiegarglielo ma pare che non ci riesco.
E a un certo punto gli dico:

We have to change it. It's like ME and YOU kissing.

(Dobbiamo cambiarlo - o cambiare la situazione - ; è come se io e te ci baciassimo).

Mi guarda con gli occhi sgranati.
Frase ambiguaaaaaaaa!
Pare che gli ho appena fatto una proposta indecente.
Poi anche il suo cervello fa click e capisce a cosa mi riferisco.

Ma per 5 secondi sono seduta davanti a lui, come un adolescente sfigato (maschio) che mentre fa i compiti insieme a una ragazza, all'improvviso le dichiara che vuole baciarla.

Sbottiamo a ridere e penso che 'sto duale del cavolo è proprio pericoloso!

22.9.11

1° mesiversario

1 MESE! Già è passato un mese da quando sono arrivata.

Per alcune cose mi sembra di essere qui da secoli, per altre di essere appena arrivata.

Oggi pomeriggio pare che nessuno abbia voglia di uscire a fare un giro, sono tutti scomparsi, le lezioni di sloveno sono finite e allora forse è arrivato il momento di scrivere e fare un mini-bilancio di queste ultime settimane.

CASA: ormai mi sono sistemata, la mia coinquilina è arrivata e mi pare che siamo molto compatibili, anche se non è che ci vediamo molto. Diciamoci la verità, in quest'ultima settimana sono stata a casa giusto il tempo di dormire 6-7 orette, farmi una doccia e fare colazione. Lei neppure è molto casalinga. Il nostro frigo sarebbe da foto (prima o poi gliela farò): nel mio ripiano yogurt e mais, nel suo insalate già pronte Rio Mare. Siamo due perfette donnine di casa davvero!Menomale che c'è Eva, la francese nostra vicina, che cucina a tutto spiano. Ogni tanto vado a bussare alla sua porta e ha sempre qualcosa in pentola, anche per me! Pochi giorni fa ha addirittura preparato dei croissants fatti in casa. E li ha distribuiti a destra e a manca.
La  mia casa mi piace, non mi annoio mai grazie agli hippy del centro sociale che si intrattengono spesso sul tetto di fronte. Ora ce ne sono due che si stanno sbaciucchiando amorosamente mentre guardano il panorama! A volte suonano i tamburi. Altre meditano. Altre mi salutano.

SCUOLA: le cose procedono a pieno ritmo. Il mio orario si sta definendo, ho già organizzato delle attività tutte mie, vado in II elementare come alunna, mangio a mensa come una scrofetta, vado in gita di qua e di là. Lunedì per esempio vado con i piccoli delle elementari a fare una gitarella in collina!
Comincio a conoscere meglio i prof. e a sentirmi meno un'intrusa. Venerdì prossimo porterò addirittuta un ospite internazionale per festeggiare la settimana delle lingue: un ragazzo scozzese, che vive anche lui a LJ, e con i nostri kilt balleremo qualche tipico ceilidh. Io in realtà non ne so ballare nessuno, ma ho una settimana per imparare! Fra un paio di settimane cominceranno anche le mie lezioni di italiano, una bella sfida dato che come lingua franca dovremo usare l'inglese. Comunque sto già facendo pratica a lezione di spagnolo, e grazie alla mimica e al fatto che questi ragazzini sloveni sono davvero svegli, non credo che avrò problemi!

AMICI: l'ho già detto, praticamente a casa non ci sono mai stata perché vivendo in una città così piccola la tentazione di andarsi a fare un giro e godersi queste ultime giornate di bel tempo e relativo caldo è irresistibile. Io poi abito a un tiro di schioppo dalla piazza principale, sarebbe una vergogna mancare agli appuntamenti vari per un tè, un caffè, una birretta, una pizza. Anche i prof. della scuola mi avevano invitato stasera a giocare a bowling (pare che vada molto di moda fra colleghi) però pensando di andare domani in Croazia ho deciso di non unirmi a loro - anche perché non so giocare e già sembro abbastanza scemottera quando vago per i corridoi della scuola alla ricerca di aule e professori ... ancora non ho capito come funziona la numerazione, né perché a volte mi fanno firmare sui registri di classe, boh ... in ogni caso fortunatamente ora tutti sanno chi sono e quando mi vedono che giro sperduta con il mio zainetto mi indicano la retta via!

SLOVENO: corso finito, esame fatto studiando davvero poco, addio Mr Banana! Ho imparato qualcosa? Diciamo ben poco grazie a Mr Banana, di più per conto mio o studiando con Mathieu e in II elementare. Oggi a lezione la maestra ha letto una storiella: Tina va a scuola da sola - e io ho capito quasi tutto!
Poi fra l'altro mi diverto davvero in II, i ragazzini hanno certe facce da furbetti o da angioletti, un po' sdentati, un po' spettinati e che vi devo dire? Mi sembra rilassante e positivo stare fra di loro!
Per ora continuerò a studiare un po' da sola, ma sto valutando altre scuole di lingue, per cercare di continuare a fare corsi ufficiali ed ottenere certificazioni. Però chiederò di fare una lezione di prova, perché un altro Mr Banana non lo sopporterei! Il giorno dell'esame per rispondere ai dubbi che avevamo ha dovuto controllare le soluzioni! Terribileeeeee!

INSOMMA: La Slovenia, inaspettatamente, mi ha cambiato la vita. Venivo da un anno (o due, o tre, o forse dieci) di lavoro, lavoro, lavoro, invece qua ho mille altri grilli per la testa. Ne avevo bisogno. Come se all'improvviso stando qua fossero spariti tutti i ricordi di situazioni negative e stressanti vissute soprattutto negli ultimi due anni.

15 anni di attesa.

A volte vale davvero la pena aspettare.

E sapete che vi dico? Vado a farmi una passeggiata! Sono stata contagiata dalla Slovenità, a casa non mi va di starci!

Ciriciao gente!


18.9.11

GITA AL LAGO: BLED

Ieri ho deciso di unirmi, di buon mattino, a Mathieu e alla sua amica Yuki e di andare a passare la giornata a BLED, un lago che si trova a un'oretta da Lubiana. Ci si arriva in treno o in autobus (una decina di euro andata e ritorno) e vale la pena andarci per rilassarsi e farsi una bella passeggiata.

http://www.bled.si/it/

Gli sloveni dicono che è un posto troppo turistico. Io per turistico immagino la gente che fa a cazzotti per trovare un quadratino di spiaggia, la musica a palla, ragazzini che urlano, giapponesi che fotografano e mille negozi di souvenir. Il vantaggio di aver vissuto a Roma per tanto tempo è che la Slovenia mi sembra davvero un'isola felice, 'sti sloveni non sanno quanto sono fortunati!

Non credo di dover commentare più di tanto, le foto parleranno da sé!

Dopo il viaggio in un autobus stracarico la nostra prima tappa è stato il Castello di Bled. Che è inerpicato su per una collina, con tante belle scalette da salire che non finiscono mai. Fiatone assicurato. Ma ce l'abbiamo fatta e ne è valsa la pena. Il panorama è ovviamente bellissimo, su tutto il lago, sulle montagne e sulla valle e a differenza dei gotici castelli scozzesi, che ti fanno pensare a grandi battaglie, morti ammazzati in modi truculenti, forti passioni, in Slovenia anche i castelli infondono tranquillità.



Dopo il giro per il castello, siamo scesi in riva al lago - Mathieu mi aveva detto che non ci si poteva fare il bagno (in ogni caso io il costume qui in Slovenia non ce l'ho) e invece c'era una zona adibita a questo scopo vicino alla zona bar-ristoranti. Che tentazione di buttarmi in acqua tutta vestita. L'acqua era azzurra, si vedeva il fondo, non c'erano bottiglie, plastica e schifezze varie galleggianti.
C'erano però questi ameni secchi della spazzatura!


Bled è anche famoso per un dolce, che è fatto con la crema pasticcera e la panna, che si chiama Kremna Rezina o affettuosamente Kremšnita. Menomale che per pranzo ho deciso di prendere solo una fetta di questa torta ed un tè, perché non sono riuscita neppure a finirla. Un suicidio calorico da mangiare in riva al lago!


Ma abbiamo subito rimediato, decidendo in un primo momento di fare una passeggiatina, e poi successivamente di fare il giro dell'intero lago. Come ho già detto altrove gli sloveni sono tutti ginnici ed atletici e quindi c'era tantissima gente che camminava su e giù per le rive del lago, lungo un comodissimo sentiero, ed era anche in atto un triatlon, quindi c'erano pure un sacco di persone che correvano come forsennate!  E gente che nuotava, perché anche se in alcune zone del lago sembra che sia proibito, quando si tratta di fare sport per gli sloveni non c'è legge che tenga. Noi ci siamo accontentati della nostra passeggiatina (8km credo), che non è stata poi così faticosa perché eravamo comunque distratti del bellissimo panorama! E non mi riferisco solo ai fisicacci dei tipi del triatron, ma anche ai colori degli alberi, dell'acqua, del sole.



Dicono che questo sarà l'ultimo fine settimana estivo e che le temperature scenderanno. In realtà me lo dicono da quando sono arrivata, ma chissà; ora ha appena cominciato a pioviccicare, mannaggia, ho i panni stesi fuori!!!  Anche ieri sera ha piovuto, per circa 3 minuti!
Comunque meglio, così non avrò la tentazione di uscire e rimarrò a casa a studiare e a mettere in ordine da brava studentessa massaia!

Altre novità?
- Oggi quasi mi traforo un polpaccio con un chiodo che spunta dal mio letto e non avevo ancora visto.
- Dalla prossima settimana il mio contributo a scuola dovrà essere più attivo, menomale, perché mi stava venendo un po' la frenesia.

E poi una nota triste.

L'ho già vista varie volte, una signora di un' ottantina d'anni che di sera gira per le strade turistiche di Lubiana e vende girasoli, e fragole e cosette varie. Mi ha fatto davvero impressione, perché potrebbe essere mia nonna, e mi chiedo: quale sarà la sua storia? Dove saranno i suoi figli? Perché lo stato permette che una persona anziana invece di starsene a casa a sonnecchiare in poltrona, debba uscire a cercare di vendere qualcosa per sopravvivere? E perché negli occhi della gente si vede così tanta indifferenza?

Questa è una ragione in più per imparare lo sloveno, vorrei sapere qualcosa di lei. Chiederglielo.
Perché ieri, quando le ho regalato 10 euro, mi ha guardato con degli occhi  così che di colpo e di nuovo mi sono resa conto di quanto sono fortunata, ad essere qui, il Paese in cui da anni volevo vivere, a abitare nela casa che volevo dall'inizio, con una coinquilina normale e tranquilla, ad aver conosciuto in meno di un mese gente di tutto il mondo, a dare l'impressione attraverso le mie foto di essere ancora e sempre in vacanza.

Ogni tanto tocca ricordarselo.
Ed esserne riconoscenti.
E pensare a cosa si può fare per rendere anche gli altri un po' più felici.